Una miniserie sulla sua vita sulla rampa di lancio, un ritorno alla Warner che sin qui ha portato alla realizzazione della compilation Finally Enough Love, il Celebration Tour, due album di remix/inediti e la riedizione di Confessions on a Dancefloor.
Madonna negli ultimi anni ha dato via ad una complessa operazione nostalgia, una riappropriazione del proprio passato. Una scelta coraggiosa che può permettersi solo una vera star globale. Un'operazione abbastanza lontana dai cliché della pop music, dove l'imperativo estetico è quello di creare un eterno presente di giovinezza plastificata. E per certi versi anche una scelta in contrapposizione con la Madonna anni Novanta e Duemila, in cui mantra era non guardarsi mai indietro. Basti pensare alla trasformistica progressione dalla house di Erotica all'r&b di Bedtime Stories, dal trip-hop di Ray of Light al folk spruzzato di elettronica di American Life, alla tecno-disco di Confessions alla world music di Madame X. Da questo punto di vista Confessions II (in uscita oggi) sembra trovare una mediazione tra queste due anime di un'artista rabdomante che intercetta mode, e in questo caso ritorni, in armonie semplici e video iconici.
In questo momento Madonna sceglie di diventare vintage, proprio nel momento in cui le giovani generazioni guardano molto al prima. Basti pensare al brano di apertura e di lancio dell'album I Feel So Free che con una chiara ripresa del deep house teletrasporta chi ascolta nei club di inizio anni '90 e fa contenti i fan storici come i ragazzini affamanti di retrò. Esattamente come Danceteria, brano ispirato dal nome di un locale della scena newyorchese dove Madonna proponeva la sua musica nei primi anni '80: un flow sulla falsariga di Vogue, non senza un pizzico di misticismo. Come hanno detto Madonna e Stuart Price, coproducer dell'album: "Dobbiamo ballare, celebrare e pregare con il nostro corpo. Lo facciamo da millenni: sono pratiche spirituali.
Il dancefloor è uno spazio rituale: un luogo dove connettersi con le proprie ferite, con la propria fragilità". Il resto è marketing ma portato avanti da una star che ha una storia vera da raccontare. Il che, oggi, è davvero merce rara.