Il giudice Iolanda Apostolico (nella foto), che ha dismesso la toga nel dicembre 2024, è stata «promossa» a posteriori dal Consiglio superiore della magistratura, appena qualche giorno dopo l'esito del referendum sulla Giustizia che ha visto vincere il «No» sostenuto da una gran parte dei magistrati.
Il nome del giudice è salito alla ribalta nell'autunno del 2023, quando è stata resa nota la sua decisione di non trattenere due migranti di un centro di accoglienza disapplicando il cosiddetto «decreto Cutro»: fu la prima a farlo.
Nacquero polemiche che si inasprirono ulteriormente quando emerse la partecipazione dello stesso giudice nel 2018 a una manifestazione pro-migranti e anti-Salvini, che in quel periodo era ministro dell'Interno. Apostolico manifestò al porto di Catania insieme con altre persone per chiedere lo sbarco dei migranti dalla nave Diciotti.
Questo suo comportamento venne aspramente criticato, in quanto intaccava uno dei pilastri che regolano il lavoro di una toga: non bisogna solo essere imparziali nelle proprie decisioni, ma anche apparire tali agli occhi dei cittadini che devono farsi giudicare.
Apostolico, oltre un anno dopo queste polemiche, ha deciso di togliere la toga e secondo le testimonianze di alcuni amici oggi gestisce un agriturismo. Ma questo non è in contrasto con la decisione del Consiglio superiore della magistratura che, a posteriori, ha effettuato la valutazione, settima e ultima, di professionalità, che stabilisce lo scatto di carriera e, quindi, di stipendio per il giudice.
Nella proposta di delibera al Csm viene citato il parere positivo del Consiglio giudiziario di Catania, organo territoriale del Consiglio superiore della magistratura, secondo il quale Apostolico in servizio si è distinta per «capacità organizzativa, dedizione e laboriosità», doti che non sono state intaccate dalla polemica che l'ha riguardata.
Per quanto riguarda la disapplicazione di Cutro, «che, secondo una parte della stampa, sarebbe espressione del pregiudizio ideologico del magistrato», si legge ancora, dopo di lei «numerosi magistrati di merito si sono pronunciati negli stessi termini» e la partecipazione alla manifestazione del 2018 viene considerato un fatto non «idoneo a riverberarsi negativamente sui prerequisiti».
Quindi per Apostolico ora si prevede un ricalcolo della somma totale dovuta al giudice, e un versamento per l'integrazione rispetto a quanto già liquidato al momento della cessazione del rapporto.
Considerando che si tratta di un calcolo relativo al 2023, e che si è dimessa nel 2024, la base stipendiale più
elevata dell'ultimo anno aumenta la base contributiva e questo comporta un ricalcolo del trattamento pensionistico con un assegno mensile un po' più alto in base alla rivalutazione, frutto della «promozione» a posteriori.