L’indagine sull’attentato contro Sigfrido Ranucci svela una grande operazione di depistaggio messa in piedi, con le «sponde inconsapevoli» - scrivono i giudici – di alcuni cronisti. Dai servizi segreti israeliane alla pista della camorra. C’è poi un secondo spezzone del filone di inchieste, che non tocca il depistaggio in senso stretto ma rivela il tentativo di Sigfrido Ranucci di fornire all’amico Lavitola un alibi che spiegasse il sopralluogo in Campo Ascolano, zona dove Mr Report vive e dove è stata piazzata la bomba. Nei numerosi tentativi di depistaggio più volte si è tentato di tirare in ballo esponenti di Fdi. La prima operazione parte il 21 novembre 2025. Il Fatto Quotidiano con un articolo a firma di Vincenzo Bisbiglia dà lo «scoop» sulla pista della camorra legata un presunto traffico internazionale di armi. A muovere la penna di Bisbiglia è una lettera anonima arrivata a Report (e finita nelle mani di Marco Travaglio). Secondo la Procura di Roma l’intera operazione serviva a creare un gigantesco «diversivo». In chat Lavitola, Daniele Autieri, inviato di Report, e Ranucci commentano l’articolo del Fatto.
L’altra pista tirata fuori da Lavitola e comunicata sia ad Autieri che a Ranucci riguardava la possibile ingerenza dei servizi segreti stranieri. In particolare israeliani. Sul punto Daniele Autieri il 10 luglio veniva ascoltato dai magistrati e confermava il depistaggio. Ma non c’è solo questo.
Sono in totale 10 le lettere anonime che vengono spedite ai pm. C’è di tutto. La pista nera. Infine, il depistaggio politico. Il secondo spezzone è la parte dell’ordinanza che vede particolarmente attivi Lavitola e Ranucci nella costruzione dell’alibi. Su questo punto i carabinieri appuntano dettagliatamente ogni passaggio. È il 5 luglio 2026. Valter Lavitola ha appena subito una perquisizione domiciliare. Ha scoperto che gli inquirenti hanno tracciato il suo telefono e quello di Clesio Tavares (alias «Gomez») a Torvaianica (casa di Ranucci) il 15 settembre 2025 (esattamente un mese prima dell’attentato: si trattava del sopralluogo per la bomba).
Lavitola, in auto con la compagna Natalia Potenza, chiama subito Ranucci per informarlo dell’accaduto e per cercare disperatamente una scusa plausibile. Ranucci si prodiga per offrirgli una serie di giustificazioni. Primo alibi (falso): il ponte crollato e il percorso obbligato.
Ranucci suggerisce a Lavitola che il suo telefono potesse aver agganciato quella cella per via di una deviazione stradale mentre andava a Terracina (dove la compagna di Lavitola aveva affittato una casa mesi prima). Ranucci: «Non puoi passare...
non puoi passare con la macchina... è crollato il ponte... devi passare davanti casa mia per forza... se tu dalla... esci dalla Pontina... vai all’aeroporto Pratica di Mare... devi andare a Torvaianica piazza... devi passare». Lavitola: «Vabbè se devi andare a Terracina... però a Torvaianica lei la casa l’ha presa a giugno... quindi... non si... [incomprensibile] e a Terracina quindi che c’entra?». Secondo alibi: il pranzo a casa Ranucci. Ranucci: «Non lo so, mi ricordo che tu mi hai detto... che tu ci andavi pure tu... in un paio di situazioni... che eri passato davanti casa mia... questo me lo ricordo come se fosse ieri... ok?... me lo ricordo perché... avevi detto che mi avevi cercato ma io stavo fuori... stavo a Rocca Massima...
ma era un periodo ancora... era settembre». La compagna di Ranucci: «La settimana che siamo andati a settembre... tu ti sei spostato un giorno a casa di Sigfrido... a mangiare? Ha detto a me così». Ranucci: «Ah quello... se venuto... si è venuto... si è vero... sei venuto a mangiare». Lavitola: «Sì che abbiamo mangiato a casa tua... Gomez non c’era... eh sicuro... e quelli dice che avevano le celle telefoniche mie e di Gomez... là ma è impossibile, capito che ti voglio dire? È impossibile...». Il terzo alibi: la birra con «Giordano». Ranucci: «No allora... io stavo a Rocca Massima sei venuto e ci stava... l’altra volta quando sei venuto a Torvaianica a bere una cosa... ci stava Giordano... birra.. io, te e Giordano... me lo ricordo come se fosse ieri...». Rocca Massima dista 69 km da Torvaianica ed è in una direzione completamente opposta.
