Comincerà alle ore 10 oggi nel carcere di Rebibbia l’interrogatorio di Pellegrino D’Avino, Marika De Filippis e Antonio Passariello, tre dei quattro autori materiali dell’attentato contro Sigfrido Ranucci. I difensori hanno avuto un colloquio ieri mattina in carcere con i loro assistiti in vista dell’appuntamento. Il chiarimento dovrebbe ruotare innanzitutto sul mandato ricevuto. «Cosa c’entriamo noi con la politica? Abbiamo semplicemente fatto un favore a Clesio»: sembra essere questa la tesi che i tre sosterranno davanti ai giudici. Altro punto centrale sarà la conoscenza o meno di Valter Lavitola. I tre ribadiranno di non aver mai avuto alcun rapporto con l’ex editore dell’Avanti. Ma di aver appreso per il tramite di Gomes di questo suo amico importante di Roma.
Con l’interrogatorio dei tre e la confessione di Lavitola, il puzzle si sta chiudendo. Il 7 settembre, il faccendiere sarà riascoltato dal pubblico ministero. Mentre non si conoscono ancora i tempi per un nuovo colloquio tra Ranucci e i magistrati. Che sembra, come anticipato dall’Agi, vogliano sentire anche come persona informata sui fatti, Lucio Varriale, 74 anni, avvocato napoletano e amico di Lavitola. L’unica novità è il ritorna sui social di Clesio Gomes Tavares, indagato come intermediario tra Lavitola e gli esecutori materiali per la bomba contro Ranucci: è andato via dall’Italia il 13 aprile, ma da alcuni giorni è nuovamente attivo il suo profilo Facebook. E, dall’Africa, manda messaggi alla moglie Gelsomina Tuorto. Il post è di tre settimane fa e si tratta di una dedica per il suo compleanno: «So che stai passando momenti molto difficili ma oggi non può essere snobbato il tuo compleanno. Quindi cerca dentro di te e trova qualcosa che ti farà sorridere. Tantissimi auguri di buon compleanno amore mio. Mi dispiace tanto di non esserci», scrive. Il secondo invece è un vecchio video in cui Clesio si allenava con i guantoni e il sacco da boxe. Contattato da Il Giornale, così come da altri giornalisti, aveva fatto sapere di voler dire tutta la verità circa il suo ruolo come factotum di Lavitola, mandante reo confesso dell’attentato contro Ranucci. Ma a reclutare la banda degli esecutori materiali sarebbe stato proprio Tavares, il cui ruolo verrà definito oggi grazie all’interrogatorio che i bombaroli renderanno davanti al pm Edoardo De Santis. Anche se un ritorno del camerunese in Italia, a dispetto di quanto da lui dichiarato, sembra comunque poco probabile.
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