Finisce sotto i fari dei pm il sondaggio voluto da Valter Lavitola per testare il gradimento politico di Sigfrido Ranucci. Il testo verrà acquisito dai carabinieri mentre si punta a verificare anche i rapporti del faccendiere con la trasmissione Report. Elementi utili potrebbero arrivare dall'analisi dei cellulari e delle pendrive dell'ex editore, considerato il mandante della bomba al giornalista. Emergono però rapporti strettissimi tra il camerunense factotum di Lavitola e la banda di Avellino che ha materialmente piazzato l'ordigno. Gomes Clesio Tavares è il padrino del figlio di uno di loro, e la sua auto è passata di proprietà tra le rispettive compagne. «Faranno un buco nell'acqua», risponde al Giornale dal Camerun, riferendosi alle perquisizioni dei carabinieri nella casa dove vive nel napoletano. «Non troveranno nulla perché non ho niente da nascondere», insiste Tavares, quello che per i pm sarebbe stato l'intermediario tra Lavitola e gli esecutori materiali dell'attentato. Tavares era molto vicino, come ha già lui stesso spiegato al Giornale, a uno dei componenti del gruppo, Pellegrino D'Avino, l'uomo che per chi indaga avrebbe procurato la gelatina da cava da far esplodere davanti alla casa del conduttore di Report. Tanto da essere «il padrino di suo figlio». Come del resto confermano i post sui social. Clesio Tavares commenta così una foto pubblicata da D'Avino con il figlio piccolo: «Il cumpariel si fa sempre più gruss», scrive il camerunense. «Per forza se tu sei grande lo deve diventare anche lui o si no che cumpariel è», risponde l'amico. Rapporti quasi familiari. Inoltre, sottolineano i pm, il factotum di Lavitola avrebbe «messo a disposizione» del gruppo di Avellino anche l'auto in uso a lui e alla sua compagna, una Renault Megane, che non è però quella usata per eseguire l'attentato. «Avevo l'abitudine di prestare l'auto a Pellegrino D'Avino», spiega Tavares al Giornale, «anche perché prima era sua».
Infatti, da quanto risulta dai passaggi di proprietà, la Renault prima di essere intestata alla famiglia della compagna del camerunese, risultava della compagna di D'Avino. Legami che l'uomo dovrà spiegare ai magistrati, sempre che decida di rientrare in Italia: