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Indagine sulla Galleria: "Altro atto della giunta finito sotto inchiesta"

Accusa di corruzione per funzionari di Comune e Soprintendenza. Centrodestra: "Dimissioni"

Indagine sulla Galleria: "Altro atto della giunta finito sotto inchiesta"
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Un'altra indagine della Procura piomba come un macigno su Palazzo Marino, sgretolando definitivamente la credibilità dell'operato dell'amministrazione Sala. Dopo quella sull'urbanistica e sulla vendita di San Siro due giorni fa la Guardia di Finanza è tornata ad acquisire documenti a Palazzo Marino e nella sede della Soprintendenza alle Belle arti. Tra gli indagati per ipotesi di corruzione e turbativa ci sarebbero funzionari comunali ma anche della Soprintendenza, oltre che responsabili di società, anche se allo stato non sono state inviate informazioni di garanzia. Non ci sarebbero politici coinvolti.

Al centro delle indagini, coordinata dalla pm Grazia Colacicco e dall'aggiunto Paolo Iero, la Galleria Vittorio Emanuele II per la concessione di spazi commerciali, per eventi e non solo, come quello di presentazione del biopic «Michael» sulla vita di Michael Jackson ad aprile e del film «Il diavolo veste Prada 2» lo aprile e maggio. Ma anche le pratiche su un evento organizzato dalla maison Dior all'Arco della Pace il mese scorso. Accertamenti in corso anche su autorizzazioni e concessioni che riguardano installazioni pubbliche, richieste dalle società Abu Media srl e Digital Holding srl in piazza Cantore. E su quelle di pertinenza del Comune che si riferiscono alla società Sanctuary e Voodoo Bar Milano e poi ancora sulle pratiche relative alla società Pasticceria Cucchi.

La vicenda, secondo il sindaco Beppe Sala, «qualche connotazione politica ce l'ha», visto che a fare scattare l'inchiesta è stato un esposto presentato nel 2025 da Massimiliano Lisa, imprenditore del museo Leonardo 3, in contenzioso col Comune proprio per la concessione degli spazi in Galleria. Lisa da pochi mesi è anche candidato sindaco per le comunali con la sua lista «Milano Libera», dove figura come candidata a vice sindaca Tiziana Siciliano, fino alla fine 2025 procuratrice aggiunta a capo del pool di contrasto ai reati contro la pubblica amministrazione, che ha coordinato le inchieste sull'urbanistica. «Le riflessioni politiche le farò a tempo debito», spiega ancora il primo cittadino, che al momento è cauto sui giudizi ma che solo qualche giorno fa, prima che si sapesse della nuova inchiesta, aveva detto sulla candidatura della Siciliano che «non è una sorpresa».

La Procura inoltre sta indagando sulla procedura ad evidenza pubblica relativa all'assegnazione in concessione d'uso di tre immobili che si trovano nel complesso monumentale della Galleria, locali chiamati «ex Verga». E poi ancora sul bando pubblico di assegnazione in concessione d'uso di una unità immobiliare che si trova in via Silvio Pellico 1, sempre nel complesso della Galleria. La politica di valorizzazione degli affitti in Galleria ha fruttato 80 milioni solo nel 2025.

Il centrodestra ora attacca il modo di amministrare il cosiddetto «salotto buono» di Milano.

«La gestione del Salotto è stata segnata da tante denunce e da tanti risvolti di cronaca non solo giudiziari», sottolinea il capogruppo di FdI in Comune Riccardo Truppo che torna a chiedere le dimissioni di Sala. Mentre la Lega con il segretario provinciale Samuele Piscina al primo cittadino chiede «chiarezza sulla gestione» perché i milanesi «meritano trasparenza immediata».

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