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Magistratura

La maggioranza scrive al M5s: “L’ex pm non può più stare lì”

Lettera di Fdi: “Intervenire su Scarpinato, è l’ora della responsabilità politica”

Consulta, inammissibile il ricorso di Scarpinato sulle intercettazioni della Commissione Antimafia

La maggioranza chiede le dimissioni di Roberto Scarpinato dalla commissione Antimafia. È scontro frontale sul caso del senatore M5s, dopo le parole con cui il gip di Caltanissetta ha censurato le conversazioni che ebbe con l’ex collega Gioacchino Natoli, quando questi era sotto indagine. Dialoghi intercettati prima dell’audizione in Commissione antimafia, in cui siede lo stesso senatore M5s. Scarpinato avrebbe tenuto un comportamento «depistante nei confronti di Natoli» scrive il gip, ed è da censurare «che un membro della commissione nazionale Antimafia possa concordare o anticipare a un soggetto che dovrà essere audito le domande che avrà intenzione di porgli». I capigruppo di Fdi, Lucio Malan e Galeazzo Bignami hanno scritto al M5s una lettera per chiedere formalmente il passo indietro di Scarpinato: «Riteniamo sia ora responsabilità della politica intervenire. È del tutto evidente l’impossibilità di lavorare con serenità, oltre che a tutelarne la piena attendibilità istituzionale agli occhi dell’opinione pubblica, se tra i suoi componenti siede chi un giudice della Repubblica ha indicato come autore di un’attività depistante sui fatti che la Commissione indaga. Vi chiediamo di sostituire Scarpinato, siamo certi del rispetto che avete sempre dichiarato per le parole dei magistrati impegnati nella lotta alla mafia». Richiesta respinta dal M5s, secondo cui i «veri depistaggi sono altrove». Lo stesso senatore ribadisce che l’affermazione del gip «non solo è gravemente falsa ma essa stessa depistante. Esortavo il mio interlocutore a riferire in commissione una circostanza vera - non una falsità - che lui stesso mi aveva riferito. Fu lui infatti a dirmi di essere stato presente alla riunione della procura di Palermo del 1992» in cui si «riferì in dettaglio della parziale e temporanea archiviazione di un filone dell’indagine mafia-appalti. Non soltanto sono stato intercettato per 33 volte», ma «mi è stato persino negato il diritto di essere sentito». Ma per Maurizio Gasparri (Fi), i comportamenti «che noi abbiamo criticato vengono bocciati in maniera clamorosa dal gip».