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Magistratura

Mafia-appalti, Natoli attacca De Luca: “Indagine fallita, doveva scusarsi”

L’ex magistrato replica al procuratore dopo l’audizione in Antimafia: “Pesanti attacchi contro di me”

Natoli e De Luca

È scontro tra Gioacchino Natoli e il procuratore di Caltanissetta Salvatore De Luca sul caso mafia-appalti. L’ex magistrato di Palermo replica duramente alle dichiarazioni rese dal procuratore davanti alla Commissione parlamentare Antimafia, contestando la ricostruzione della vicenda e rivendicando l’archiviazione dell’inchiesta che lo ha coinvolto.

“Per la terza volta sono stato oggetto di pesanti attacchi mediatici da parte del dr. De Luca in commissione antimafia”, esordisce Natoli, ricordando di essere stato indagato e intercettato per due anni con l’ipotesi di aver favorito Cosa nostra e gli ambienti imprenditoriali e politici a essa collegati. Un’accusa che l’ex pm definisce “surreale” e che, sottolinea, è stata archiviata dal gip per insussistenza del fatto. Da qui l’affondo contro De Luca, che a suo giudizio avrebbe dovuto scusarsi per il “totale insuccesso” dell’indagine. Natoli richiama inoltre le valutazioni del gip, secondo cui avrebbe sempre mantenuto nei confronti di Paolo Borsellino un comportamento “affettivamente ed effettivamente” leale.

Al centro della polemica resta il dossier mafia-appalti. De Luca ha “chiuso la sua audizione (per la prima volta su un’indagine archiviata, per la quale finalmente non vigeva il divieto di rivelazione di segreti di ufficio), ribadendo il suo giudizio circa la mia sottovalutazione di un procedimento che, dopo 35 anni, ritiene ricollegato al famigerato rapporto mafia-appalti derivante dal dossier dei Ros, del quale non ho mai chiesto l’archiviazione perché mai me ne sono occupato”, la sottolineatura di Natoli, che contesta anche l’attenzione riservata alle intercettazioni delle sue conversazioni con il senatore del Movimento 5 Stelle Roberto Scarpinato. In particolare, il riferimento all’invito a “seppellire” la presidente dell’Antimafia Chiara Colosimo “sotto una montagna di documenti”. Secondo l’ex pm, si trattava semplicemente di atti già esistenti da mettere a disposizione della Commissione: “Ho sempre creduto, infatti, che chi fa indagini debba avere piena conoscenza di tutte le carte e non procedere per tesi precostituite”.

Infine, Natoli torna sulle dichiarazioni rese da De Luca nell’audizione del 9 dicembre 2025, quando il procuratore aveva indicato nella sua assenza da un incontro del 18 luglio 1992 - nel quale riferì quanto appreso dal pentito Mutolo il giorno prima - uno degli elementi della presunta sfiducia di Borsellino nei suoi confronti. Una ricostruzione che l’ex magistrato respinge: “Leggendo le carte, avrebbe scoperto che quel 18 luglio 1992 ero a Roma alla Dia, insieme al collega Lo Forte, a interrogare Mutolo!”.

La replica si chiude con un avvertimento sulle possibili conseguenze della vicenda: “Di tante altre anomalie dell’indagine condotta ai miei danni il dr. De Luca eventualmente risponderà nelle competenti sedi”.

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