Nelle 198 pagine del provvedimento cautelare firmato dal Gip del Tribunale di Roma Iole Moricco nei confronti di Clesio Gomez Tavares e Valter Lavitola, indagati come mandanti dell’attentato del 16 ottobre scorso contro il giornalista Sigfrido Ranucci, c’è un capitolo che nasconde ancora tante ombre. Una storia, segnata per ora con gli omissis della Procura, che presto potrebbe giungere a una nuova svolta investigativa. Gli inquirenti puntano l’attenzione sugli incontri, tra Ranucci (vittima dell’attentato) Lavitola, Tavares (considerate le menti dell’azione) e una donna, Laura Cianfoni, non indagata, avvenuti nei giorni precedenti e immediatamente successivi all’esplosione della bomba a Campo Ascolano, sotto l’abitazione di Mr Report. Un dettaglio che colpisce i magistrati: vittime e mandanti della bomba si vedono prima e dopo l’azione dinamitarda. Gli inquirenti annotano nell’ordinanza un incontro di particolare importanza, il 23 ottobre 2025. Sono trascorsi sette giorni dalla bomba. Alle 14:54 il cellulare di Lavitola aggancia la cella telefonica in via Bufalotta 241 a Roma. Si tratta della cella che copre la zona dove si trova l’abitazione di Laura Cianfoni, persona molto vicina a Ranucci, considerata la sua ombra sia a livello personale che lavorativo. Nella stessa ora e allo stesso ripetitore si agganciavano i cellulari di Ranucci e di Cianfoni. Secondo i giudici «è verosimile che i tre si trovassero nell’abitazione di Cianfoni». Sono trascorsi appena 7 giorni dall’attentato. Ranucci, Cianfoni e Lavitola si sarebbero visti nell’abitazione della donna e non, come normalmente accadeva, al ristorante Cefalù. Tra Lavitola e Cianfoni il rapporto era abbastanza stretto e confidenziale. Come dimostra una telefonata tra i due del 17 aprile 2026 di cui Il Giornale può svelare il contenuto. Lavitola: «Ciao lauretta» e Cianfoni: «Ciao Valter, c’è Sig?», Lavitola: «Sì, te lo passo». Telefonata che attesterebbe, scrivono i magistrati, un rapporto confidenziale tra i tre.
Ma c’è un altro punto che per gli inquirenti assume un valore investigativo decisivo: i tre incontri che si sono svolti tra Ranucci, la vittima della bomba, e Lavitola, il mandante, nei giorni antecedenti al famoso sopralluogo che Clesio Tavares avrebbe effettuato con Lavitola presso l’abitazione di Ranucci. Di questi incontri Il Giornale può darne conto. Dall’esame delle celle telefoniche emerge che Tavares, l’uomo che per gli inquirenti avrebbe arruolato il commando, e Lavitola, il 15 settembre 2025 (un mese prima della bomba) avrebbero effettuato un sopralluogo a Torvaianica, nella zona dove vive Ranucci. Nei giorni precedenti al sopralluogo, Ranucci incontra per ben tre volta Lavitola. È il 13 agosto 2025, quando i telefonini di Lavitola e Ranucci agganciano la stessa cella telefonica di Cisterna Latina. Il secondo incontro sarebbe avvenuto il 7 settembre quando i telefonini di Mr Report e dell’ex direttore dell’Avanti si appoggiano al ripetitore di via Mincio, quartiere dove vive Ranucci. Il terzo incontro tra i due avviene al ristorante Bistrot il 9 settembre 2025. Sei giorni dopo (il 15 settembre) Tavares e Lavitola effettueranno il sopralluogo dove poi sarà piazzata la bomba. C’è infine un terzo caso che alimenta dubbi: è il 6 luglio scorso, Lavitola subisce la perquisizione e viene formalmente indagato per l’attentato. Alle 00:59 di quella sera riceve un messaggio da Daniele Auteri, giornalista di Report che chiede di parlargli: «Ciao Valter, Sigfrido mi ha detto che sono venuti i carabinieri. Ci possiamo sentire?». Lui e non l’amico Sigfrido.
PaNa
GiuSor
