Ci sono delle anomalie da brivido nelle carte sui finanziamenti pubblici post Xylella in Puglia. Fondi assegnati ad imprenditori agricoli morti o dati per due volte alla stessa azienda: sotto forma di bonus di produttività e come ristoro per riparare ai danni sugli ulivi.
È appena iniziato il lavoro per ricostruire che fine hanno fatto i soldi. Presto, come già annunciato dal ministero per l'agricoltura, si provvederà alla nomina di un commissario per la Xylella, ma prima sarà imprescindibile accertare le responsabilità di chi ha gestito l'emergenza fino ad oggi. A cominciare da quelle di chi doveva vigilare sulle aziende che hanno preso il doppio bonus.
E, a catena, non si potrà trascurare il ruolo dello staff di Michele Emiliano che, nella sua prima campagna elettorale per le regionali, strizzò l'occhio ai negazionisti dell'emergenza agricola, lasciando che la Xylella devastasse 20 milioni di ulivi.
Dalle verifiche condotte da Agea (Agenzia per le erogazioni in agricoltura) nel novembre 2025 è emerso che, sui 122 milioni di euro stanziati tra il 2016 e il 2022, circa 18,8 milioni sarebbero stati concessi a beneficiari che non hanno piantato nemmeno un ulivo: 2.500 aziende che avevano cessato l'attività o addirittura chiuso per decesso del beneficiario
Il primo passo sarà mettere mano alle graduatorie dei beneficiari. «È un segnale doveroso nei confronti dei produttori onesti che ogni giorno continuano a credere nella rinascita dell'agricoltura pugliese» sostiene Anna Maria Fallucchi, la senatrice di Fdi che ha presentato l'interrogazione Xylella alla commissione Agricoltura in Senato assieme alla senatrice M5S Gisella Naturale.
«Le analisi sono in corso - spiega il sottosegretario all'Agricoltura Patrizio La Pietra - ed è stata già trasmessa alle autorità competenti una prima relazione con l'elenco dei beneficiari e l'individuazione delle posizioni che richiedono ulteriori approfondimenti: ce ne sono per importi pari a oltre 50 milioni».