Malacalza, l’antisalottiero sempre più nel «salotto»

Malacalza, l’antisalottiero sempre più nel «salotto»

(...) non poteva esimersi dall’esultare per i gol blucerchiati, anche in nome dell’amicizia con Duccio Garrone, che infatti ha passato tutto il pre-partita accanto a lui e a Franco Ardoino, il patron del ristorante Europa che è la bisca ufficiale delle partite di scopone del presidente della Sampdoria e dell’imprenditore siderurgico.
Ma, per l’appunto, dal suo atteggiamento, dal sorriso eternamente sornione come quello di una specie di gatto Silvestro che ha appena catturato mille Titti, dal piacere con cui tormentava il suo povero sigaro, si capiva chiaramente che era lì per amicizia. E che, con tutto il bene che vuole a Tronchetti (e, soprattutto, che gli vuole Tronchetti), gli fa scegliere Ardoino rispetto al gotha dell’economia e della finanza. Senza sentirsene in alcun modo sminuito, anzi.
È la stessa logica che portano Vittorio Malacalza e sua moglie - certamente uno dei segreti del suo successo, quasi una dimostrazione vivente del detto popolare secondo cui a fianco di un grande uomo c’è sempre una grande donna - a passare ogni minuto possibile nel buen retiro di Bobbio. Che è un posto meraviglioso, che è una specie di paradiso in terra (del resto, la sede vescovile aiuta), dove si mangia e si vive divinamente, dove si respira ancora aria di Liguria pur essendo già in Emilia e assorbendo le capacità mentali padane. Ma, come dire?, non è Portofino, nè Cortina, nè la piazzetta di Capri. Tutti posti meravigliosi e molto mondani che però non sono gli habitat ideali per Malacalza e i malacalza, non necessariamente con la maiuscola.
Però, proprio qui sta il punto. Uno che è miliardario (probabilmente in euro), che potrebbe tirarsela da Rockerduck (e, fra l’altro, è fornito di adeguati cappelli) e che, se ha un difetto, è quello di procrastinare gli appuntamenti (con il sottoscritto si rincorre da un annetto buono), resta uno normale, uno che privilegia gli amici, i luoghi, le compagnie di sempre a quelle più blasonate. Uno che ha conquistato i salotti buoni, pur evitando il più possibile i salotti. Uno che siede nella Camfin, la cassaforte di Marco Tronchetti Provera, ma ci siede da imprenditore, non da finanziere. E non è una differenza di poco conto. Tanto che lo stesso numero uno della finanziaria spiega: «Stiamo lavorando per fare delle cose insieme nella convinzione che l’apporto di un socio che ha una cultura industriale sia utile per lo sviluppo dell’azienda. La famiglia Malacalza non è una famiglia di finanzieri, non speculano sul titolo».
E pazienza se poi Vittorio domenica non è andato a Santa.

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