Manovra, governo pronto a riconsiderare i tagli

Continua il dibattito interno al Pdl. Formigoni: "Berlusconi pronto a rivedere i tagli che la manovra impone alle Regioni, fermi restando i saldi di bilancio del decreto". E Gasparri: "Vedremo che spazi ci sono per fare delle modifiche"

Manovra, governo pronto a riconsiderare i tagli

Torino - "Berlusconi è pronto a rivedere i tagli che la manovra impone alle Regioni, fermi restando i saldi di bilancio del decreto". Al termine dell’incontro tra i governatori del Pdl e il presidente del Consiglio, il governatore della Lombardia Roberto Formigoni assicura che il governo è disposto a dialogare e riconsiderare i tagli. Posizione confermata dallo stesso presidente dei senatori del Pdl, Maurizio Gasparri: "Vedremo che spazi ci sono per fare delle modifiche".

Gasparri apre alle Regioni "Ieri c’è stato un primo confronto con Tremonti, è stato molto prudente su questo versante ma attento all’ascolto e ci ha dato appuntamento per proseguire il confronto", ha assicurato Gasparri, dopo l’incontro tra il gruppo del Pdl al Senato e una delegazione, della Conferenza delle Regioni, guidata dal presidente Vasco Errani. "Lavoriamo alla presentazione degli emendamenti - ha aggiunto - che sono un modo per segnalare dei problemi. Entro venerdì, quando scade il termine per la presentazione degli emendamenti, ne spunteranno tantissimi ma non vogliono dire una messa in discussione della manovra". Le questioni relative alla manovra, tra cui quelle sollevate dalle Regioni, ha concluso, saranno affrontate "la prossima settimana in Commissione Bilancio in vista dell’approdo in aula la settimana successiva".

Formigoni: "Pronti a rivedere i tagli" "Berlusconi è pronto a rivedere i tagli che la manovra impone alle Regioni, fermi restando i saldi di bilancio del decreto", ha riferito il governatore della Lombardia. "Berlusconi ci ha ascoltato attentamente, ha preso nota dei numeri che gli abbiamo spiegato e ci ha confermato la sua impostazione: non può cambiare il totale della manovra, perchè è stato concordato con la Ue, ma possono cambiare il riparto delle voci e il riparto dei sacrifici. Questo era ciò che chiedevamo - dice Formigoni - e siamo contenti di averlo ottenuto". Dunque "Berlusconi ci ha spiegato che il governo va in Parlamento per difendere i numeri della manovra ma si può discutere il riparto dei sacrifici perchè alle Regioni è stato chiesto un sacrificio esorbitante che incide su voci vive della vita dei cittadini".

Errani: "Capiscono le nostre ragioni" Secondo il presidente della Conferenza delle Regioni Vasco Errani, "si sta facendo strada la consapevolezza vera delle buone ragioni che le Regioni stanno proponendo sia nelle forze sociali sia nelle forze parlamentari". Errani è tornato a ribadire che le i governatori pongono "un problema che non attiene alla lotta agli sprechi, questione che ogni Regione deve interpretare fino in fondo. Si parla di tagli ai servizi ai cittadini, all’industria". "Questa manovra va riequilibrata - ha aggiunto - chiediamo ai gruppi parlamentari di fare azioni per riequilibrarla e alle forze economiche e sociali di lavorare insieme per costruire un’iniziativa che dia più equità a cittadini e imprese". Per questo Errani ha annunciato, dopo quello di ieri, nuovi incontri con le forze economiche e sociali nei prossimi giorni.

L'avvertimento di Bossi "Formigoni non deve esagerare, il federalismo fiscale non viene toccato". Così Umberto Bossi, segretario generale della Lega e ministro delle Riforme, interviene sulla discussione per le conseguenze della manovra economica. "Certo - ha aggiunto Bossi - le Regioni rischiano di avere meno soldi e chiedono più trasferimenti da parte dello Stato, questo è il problema, non il federalismo fiscale, che porta con se comunque un vantaggio". A proposito del rischio incostituzionalità, Bossi ha risposto: "Non penso che ci sia".

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