Via alla manovra, tagli per le Province Il premier: lo Stato deve costare meno

Il Cdm ha approvato la manovra. Tutti i tagli e i provvedimenti: stop per 4 anni agli aumenti nella pubblica amministrazione e sforbiciata ai manager, giro di vite ai ministeri, Irap zero al Sud, abolite le province sotto i 220mila abitanti. Mani in tasca a senatori e deputati. Napolitano: "Necessaria, sia equa e ponderata"

Via alla manovra, tagli per le Province 
Il premier: lo Stato deve costare meno

Roma - Un centinaio di pagine per un totale di 22 articoli. È la ’consistenzà della manovra economica che il consiglio dei Ministri ha varato. Prima della riunione di governo c'è stato un lungo incontro fra il premier Silvio Berlusconi, il ministro dell’Economia Giulio Tremonti e il sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Gianni Letta.

Berlusconi: messaggio chiaro, lo Stato deve costare meno La manovra da un messaggio chiaro è cioè che lo Stato deve costare meno ai cittadini. Non sarà una manovra punitiva ed è un provvedimento che ci chiede l’Europa. Sarebbe stato questo il ragionamento che il premier Silvio Berlusconi avrebbe fatto in consiglio dei ministri, secondo quanto riferiscono fonti di governo.

Napolitano: "Necessaria, sia equa e ponderata"  "Non ho letto il testo del decreto per cui non posso giudicarla. Tuttavia sono convinto che una manovra sia oggettivamente necessaria per la riduzione del rapporto deficit-pil del 3% entro il 2012". Lo ha detto il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, nella conferenza stampa in ambasciata dopo l’incontro con il presidente americano Barack Obama. "Più sarà equa socialmente - è l’auspicio di Napolitano - più sarà condivisa"

Tremonti: "Diversa dalle altre" "Questa manovra non è come le altre. Quindi è giusto che tutti gli enti di governo facciano la loro parte". Il ministro dell’Economia, Giulio Tremonti, avverte Regioni, Province, Comuni e comunità montane che per uscire dalla difficile congiuntura economica c'è bisogno dell'aiuto e dei sacrifici di tutti. "L’Europa produce più debito che ricchezza - ha spiegato il titolare del dicastero di via XX settembre - mentre la manovra riduce il perimetro dell’area pubblica". "Se c’è da fare un sacrificio, lo facciamo", ha detto il leader della Lega Umberto Bossi.

La manovra di Tremonti La manovra è composta di due tranche: correzione strutturale di 12 miliardi di euro, per il primo anno, a cui si aggiungeranno altri 12 miliardi il secondo. Tra le misure da adottare il ministro dell'Economia ha deciso che gli stipendi dei dipendenti statali saranno congelati per tre anni. Tremonti ha ribadito che nella manovra verranno colpite le pensioni di invalidità che "sono cresciute da 6 a 16 miliardi" e ha sottolineato l’esigenza che queste tornino "ai criteri rigorosi del 1988". Il ministro ha sottolineato anche che il sistema pensionistico italiano, a regime, "è il più solido d’Europa". E, dopo aver premesso che il nostro Continente "produce più debito che ricchezza", avrebbe ribadito che ci sarà per tutti i dipendenti pubblici "un congelamento generale triennale".

La riduzione della spesa "Ridurre la spesa è il secondo comandamento", ha spiegato Tremonti, durante l’incontro a Palazzo Chigi, sottolineando che la manovra serve "a prescindere dalla ripresa economica perché ne va della stabilità finanziaria". Proprio per questo Tremonti ha fatto sapere agli enti locali che la "correzione va fatta a prescindere dalla ripresa economica perché ne va della stabilità finanziaria". E proprio per contenere la spesa Tremonti ha fatto sapere che ci sarà il congelamento dei contratti pubblici: il cedolino degli stipendi dei lavoratori del pubblico impiego resterà quello di prima, non un euro in più. Insomma, l’obiettivo fondamentale è ridurre il debito pubblico. "La riduzione della spesa pubblica è un percorso obbligato - ha spiegato il ministro dell'Economia - primum vivere deinde filosophari". Il titolare del dicastero ha anche precisato che correzione dei conti pubblici sarà pari a 0,8 punti di pil nel 2011 e 0,8 punti nel 2012. Nella manovra infine ci sarà anche un sostegno al cambiamento del modello produttivo basato sul nuovo modello contrattuale, con incentivi per il secondo livello di contrattazione.

Bossi: "Pronti ai sacrifici" Piena fiducia a Tremonti. Bossi ribadisce il suo sostegno al ministro dell’Economia, alle prese con la manovra dei conti pubblici. "Non ho ancora visto la manovra, la vedrò oggi", dice il leader del Carroccio che replica con un "sì" ai giornalisti, alla Camera, che gli chiedono se ci sia piena fiducia nel titolare di via XX settembre. "Tremonti è bravo", dice ancora il Senatùr che aggiunge: "Oggi incontrerò Berlusconi e Tremonti e getterò acqua sul fuoco". Infine, guardando al futuro, il leader del Carroccio rilancia: "Il federalismo non costa niente".

Epifani: "Pagano solo i lavoratori" La manovra economica è iniqua, perchè chiede sacrifici solo ai lavoratori. È il duro giudizio del segretario generale della Cgil, Guglielmo Epifani, espresso al termine dell’incontro tra governo e parti sociali. Il provvedimento, ha sottolineato, "contiene misure di iniquità sociale" e "si chiedono sacrifici sempre ai lavoratori, quelli pubblici più degli altri ma anche quelli privati". "Per la Cgil - ha spiegato il leader della Cgil - non è in discussione che serva una misura correttiva, come stanno facendo altri Paesi". Il provvedimento "è molto complesso e ci sono parti che possono essere apprezzate, come la lotta all’evasione fiscale", ma in generale "è una manovra che va cambiata in Parlamento". Epifani ha tenuto la conferenza stampa da solo, contrariamente alla tradizione che vedeva i leader di Cgil Cisl e Uil scendere insieme in sala stampa per esprimere la valutazione sui provvedimenti del governo.

"Domani valuteremo sciopero generale" Secondo Epifani, "c’è un problema, c’è una parte del paese che può di più e a cui non viene chiesto niente", a differenza di quanto accade in Germania e Francia dove "i sacrifici vengono chiesti a tutti". Sull’eventualità di uno sciopero generale, Epifani ha detto: "Prima leggiamo bene il provvedimento, domani valuteremo e decideremo le iniziative da prendere". 

Capezzone: "La Cgil è irresponsabile" Daniele Capezzone, portavoce Pdl, in una nota afferma: "Il Guglielmo Epifani che oggi attacca le linee di fondo della manovra economica proposta dal Governo è un omonimo, oppure è lo stesso Epifani che, appena venti giorni fa, chiedeva incredibilmente altre 400mila assunzioni nel pubblico impiego? Se avessimo dato o se dessimo retta a quella linea irresponsabile, saremmo finiti o finiremmo dritti verso uno scenario greco, con una crescita esponenziale della spesa pubblica". "Epifani, quindi, farebbe bene a scusarsi per le proposte irricevibili, costose e di sfascio della finanza pubblica venute fuori dal Congresso della sua organizzazione - ha concluso poi Capezzone - e a considerare con maggiore rispetto una manovra che non mette le mani nelle tasche dei cittadini".

Bonanni resta in stand by Giudizio in stand by per la Cisl, che aspetterà di vedere il testo della manovra. "Ma stia attento Berlusconi perchè questa è una prova importante". "Il governo non deve dare segnali sbagliati", ha affermato il segretario della Cisl, Raffaele Bonanni, al termine dell’incontro con il governo. "Rimetteremo il giudizio da quello che vedremo nei testi che nessuno allo stato conosce", ha continuato il segretario. La situazione potrà essere "capita e gestita" se accanto alle misure che fanno nei confronti dei lavoratori ci saranno anche "misure di peso per quelli che guadagnano di più".

Le Regioni si spaccano Alla fine il conto da pagare c’è ed è salato. E cade in buona parte sulle Regioni e poi anche sugli enti locali: alle prime vengono chiesti tagli per oltre 10 miliardi in due anni (2011 e 2012); ai Comuni e Province vengono chiesti risparmi di 1 miliardo e 100 nel 2011 e 2 miliardi e 100 nel 2012. La manovra insomma dovrebbe tagliare oltre 13 miliardi al mondo delle autonomie. Sono numeri, questi, che al presidente della Conferenza delle Regioni Vasco Errani, hanno fatto esclamare, uscendo dall’incontro con il governo a Palazzo Chigi: "è una manovra insostenibile per le ricadute che avrà e per i servizi ai cittadini che le Regioni devono erogare". E ancora: "Non ci sono state fornite le cifre in modo chiaro e puntuale e anche questo è un problema: è difficile partecipare ad uno sforzo di governo della spesa pubblica senza sapere quali sono i riferimenti complessivi". Preoccupati anche i governatori di centrodestra. "Il giudizio del sistema delle regioni non può che essere di preoccupazione", ha chiarito Michele Iorio, vicepresidente della Conferenza delle Regioni e governatore del Molise. Il presidente del Lazio, Renata Polverini, ha chiesto un tavolo di confronto, "non vogliamo che ci sia la penalizzazione dei servizi che le Regioni devono offrire". Il presidente della Regione Calabria, Giuseppe Scopelliti, pensa che sia giusto lanciare una controproposta: "Avvieremo confronto nelle prossime ore con le altre Regioni; ci sono gli elementi per fare una controproposta. La situazione è molto difficile". Di manovra irricevibile ha parlato il governatore dell’Umbria Catiuscia Marini, mentre il presidente della Regione Toscana, Enrico Rossi, ha fatto notare come i tagli graveranno soprattutto su spesa sociale, spesa sanitaria e scuola, "ed è gravissimo perchè in un momento di crisi vuol dire pesare sulle fasce più deboli". "La manovra economica del Governo è recessiva, blocca i segnali di ripresa, e anticipa gli effetti di un federalismo che ancora non c'è", è la critica di Gian Mario Spacca, governatore delle Marche. Il presidente dell’Anci, l’Associazione dei comuni italiani, Sergio Chiamparino, ha spiegato che per dare il proprio contributo (anche perchè i Comuni dal 2004 al 2009 hanno già dato "oltre 4 miliardi ai saldi di finanza pubblica") l’Anci ha chiesto una boccata di ossigeno per il 2010 indicando alcune soluzioni che sarebbero a saldi invariati. "In secondo luogo - ha aggiunto - abbiamo chiesto una rimodulazione del Patto di stabilità per il 2011 e il 2012; infine abbiamo chiesto di mantenere i tempi stabiliti per il decreto attuativo sul federalismo fiscale". Per le Province, il vicepresidente vicario dell’Upi, Dario Galli ha chiesto di rivedere il Patto di stabilità, che blocca gli investimenti. L’Unione delle Comunità montane, ha detto infine il presidente Enrico Borghi, ha fatto "proposte concrete che vanno nel senso di promuovere sviluppo e garantire maggiore gettito ad invarianza di pressione fiscale".

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