Marassi perde la Uefa senza nemmeno giocarla

Marassi perde la Uefa senza nemmeno giocarla

(...) A questi posti a sedere dovrebbero aggiungersene altri 5.200 che saranno messi a disposizione da uno sponsor privato. In tutto i seggiolini adatti ad ospitare, entro il 20 o il 27 agosto, i tifosi della partita di Europa League sarebbero meno di 18mila, per la precisione 17.871. Ora, considerato che il Genoa ha già raccolto oltre ventimila abbonamenti, che la squadra ospitante deve fornire spazio nello stadio anche ai tifosi della squadra avversaria, con tanto di distanze di sicurezza, che la partita potrebbe richiamare anche spettatori non abbonati, ecco che i numeri di Tursi sono palesemente insufficienti e mettono a rischio lo svolgimento della partita al «Ferraris». Inoltre l’installazione a macchia di leopardo dei seggiolini Uefa potrebbe essere sgradita alla tifoseria rossoblu. Il fatto, ad esempio, che per il match internazionale di agosto siano agibili solo i posti al secondo piano della gradinata Nord, e non quelli sottostanti, più vicini al campo di gioco e tradizionalmente occupati dal cuore della tifoseria del Grifone, potrebbe irritare notevolmente i supporter. Per quanto riguarda il resto dei posti a sedere - perché tutti i 38mila seggiolini dovranno essere installati secondo le direttive Uefa - assessorato e Sportingenova hanno dichiarato al Giornale che l’11 agosto saranno aperte le buste per l’assegnazione dell’appalto relativo alla consegna e all’installazione, prevista entro il 10 settembre, di altri 20.200 posti. Su questo appalto, tuttavia, pesa un nuovo ricorso al Tar di un’azienda che contesta le modalità di assegnazione del lavoro. I giudici ne discuteranno il 27 agosto. Il Comune è fiducioso che il ricorso verrà rigettato, ma il pericolo che si perda ancora tempo è concreto. Quella dei seggiolini dello stadio cittadino, del resto, è una querelle che si trascina da mesi. A giugno infatti, dopo che Tursi aveva ordinato la trasformazione di tutte le «sedute» dell’impianto di Marassi secondo le norme Uefa, c’era stato un primo ricorso vincente al Tar da parte di una ditta che aveva contestato l’assegnazione diretta del lavoro ad un’azienda concorrente. Il Comune lo aveva fatto con procedura d’urgenza e i giudici del Consiglio di Stato gli avevano dato ragione. Intanto, però, i giorni erano passati e i lavori, fermati in attesa della sentenza, erano ripresi con forte ritardo. Il risultato è che le opere di adeguamento dello stadio non saranno sufficienti a garantire, entro il 20 o il 27, l’ingresso al «Luigi Ferraris» ad almeno 25/30mila tifosi. Come non bastasse a complicare tutto c’è anche il maxi congresso dei Testimoni di Geova. I vertici della congregazione religiosa, infatti, hanno chiesto ed ottenuto l’uso dello stadio dal 6 al 9 agosto. Un altro stop ai lavori di adeguamento dei posti a sedere. Su questo argomento il consigliere comunale Franco De Benedictis, che ora che fa parte dello staff dell’assessore Anzalone, tempo fa aveva criticato i ritardi della giunta. «Gufate contro le squadre cittadine» era sbottato quando la sindaco Vincenzi e l’assessore Pastorino, con delega alle strutture sportive, avevano avanzato dubbi sul fatto che Genoa e Samp accedessero alla Coppa Uefa. De Benedictis ieri ha confermato il tempo perso mesi fa: «Saremmo potuti arrivare in tempo utile con tutti i seggiolini a norma. Allo stato delle cose - ha affermato - sarebbe meglio che il Genoa, per disputare questa partita di Europa League, scegliesse un altro stadio già in standard europeo, per esempio quello di Milano. Lì, sono sicuro, i tifosi rossoblu sarebbero almeno trentamila». E in questo modo, forse, il Comune riuscirebbe a completare un lavoro che sarebbe dovuto essere finito mesi fa. Ricorsi permettendo.

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