La «maratona» del fondo chiude i Mondiali norvegesi

Sulla collina di Holmenkollen, nei pressi di Oslo, la massacrante 50 chilometri iridata. Per l'Italia ricorsi storici, in pista i veterani Di Centa (olimpionico del 2006) e Piller Cottrer con Clara e Moriggl

Sarà la maratona del fondo a chiudere domani ufficialmente i Mondiali di Oslo 2011 di sci nordico sulla collina di Holmenkollen, la sede naturale della 50Km. L'Italia schiera i veterani Giorgio Di Centa (campione olimpico 2006) e Pietro Piller Cottrer con i giovani altoatesini Roland Clara e Thomas Moriggl.
A marzo qui si svolge l'Holmenkollen Ski Festival, il più antico evento agonistico al mondo del fondo, che nel '97 vide la vittoria di Piller Cottrer a 22 anni di età tanto da divenire il più giovane fondista iscritto nell'albo d'oro. Un trionfo sfuggito ad altri azzurri da De Zolt, a Barco, a Runggaldier, a Vanzetta sino a Fulvio Valbusa. Si gareggiava su un anello di 25 chilometri poi ridotto a 15Km e a 10Km. Domani sarà di 8 Km. Fu il cortinese Alfredo De Bona il primo protagonista italiano negli anni '60 e i radiocronisti norvegesi si rifiutarono inizialmente accettare il miglior tempo di gara.
«Era la nostra prima trasferta al Nord ed eravamo privi di qualsiasi mezzo - spiegò Bengt Hermann Nilson, lo svedese ex allenatore azzurro -. Ero da solo e per conoscere i tempi pensai di ascoltare la radio. I radiocronisti norvegesi non volevano credere che De Bona riuscisse ad avere tempi migliori dei nordici. Prima parlarono di un errore di pettorale - prosegui Nilson - poi ironizzarono sul fatto che l' allenatore italiano non avesse spiegato bene al suo atleta che la gara era di 50 Km infine, verso i 25Kkm, si arresero. Un italiano stava battendo i loro beniamini. Era già lutto nazionale, altro che Lillehammer.
Sino ai 40km De Bona sembrava imprendibile. Poi ruppe un bastoncino, all'interno dello stadio. In pista ne piovvero a decine, ma Alfredo perse minuti a sceglierlo dell' altezza giusta, invece di arraffarne uno e volare al traguardo. Finì decimo e il mondo scoprì il fondo italiano». Seguirono le medaglie di Franco Nones, Gianfranco Stella, Giulio DeFlorian e Franco Manfroi. La speranza è che domani i quattro azzurri si ricordino della storia.