Marchionne in pressing:salvate l'euro, tempo stringe"Impensabile fuga dall'Italia"

L'ad di Fiat e Chrysler nega l'abbandono del Lingotto dall'Italia e spiega: "E' completamente impensabile arrivare alla conclusione che la Fiat<strong></strong> non è interessata agli 80mila dipendenti in Italia"

Nessun abbandono. Nessuna fuga del Lingotto dall'Italia. All'indomani delle sue dichiarazioni, poi smentite, l'ad di Fiat e Chrysler Sergio Marchionne ribadisce la volontà dell'azienda di non allentare l'attenzione sull'Italia.

"Le dichiarazioni di ieri erano di una chiarezza incredibile, non ho niente da aggiungere", ha spiegato Marchionne che poi, parlando dell'anno che sta per arrivare, ha precisato le intenzioni del gruppo. "Abbiamo detto che sarebbe stato un anno difficile il 2011 e il 2012 sarà ancora difficile. Anche nell’eventualità di una calamità assoluta in Italia, che avrebbe impatti disastrosi su aziende che sono totalmente italiane, la realtà nostra è diversa, ma questo non significa che noi stiamo allentando su un impegno che abbiamo verso il paese e lo sviluppo della nostra attività. Fortunatamente abbiamo creato una realtà industriale fuori", ha spiegato Marchionne.

Il manager ha aggiunto che "è completamente impensabile arrivare alla conclusione che la Fiat non è interessata agli 80mila dipendenti in Italia, paese in cui è stata fondata 112 anni fa". Proprio per questo, ha detto Marchionne durante la conferenza stampa alla sede di Bruxelles di Acea, l’associazione europea dei costruttori di cui sarà presidente da gennaio, "continuiamo a portare avanti la modernizzazione del sistema industriale cercando sempre il consenso dei lavoratori che finora non ci è mai mancato".

L'ad di Fiat ha poi ribadito il suo "totale appoggio al governo Monti e l’impegno serio di una persona che conosco e che probabilmente è l’unica ad avere credibilità internazionale per chiudere il cerchio con i mercati. Giudicare il suo operato è prematuro, non abbiamo ancora dettagli (sulla manovra finanziaria che presenterà lunedì, ndr), ma ho fiducia nella sua saggezza, nella sua esperienza, farà le cose bene. Ha il sostegno mio e della Fiat".

Sulla situazione della crisi europea e l'eventualità di un fallimento della moneta unica, Marchionne ha affermato: "Non siamo nemmeno capaci di pensare tutte le conseguenze di un fallimento dell’Euro", quindi "bisogna fare tutto il necessario per salvarlo. L’alternativa non è molto piacevole" perché le prospettive 2012 per il mercato dell’auto sono "non gloriose ma non disastrose" se resta l’euro, ma senza possono "andare completamente fuori binario".

"Il tempo sta finendo", ha concluso Marchionne, spiegando che "non abbiamo molta scelta" che cercare di salvare la moneta unica perché "i mercati non ci lasceranno fare il Natale in pace: ce lo andranno a guastare, a meno che non ce lo aggiustiamo noi prima".

Infine, sul rapporto con i sindacati, Marchionne ha concesso soltanto una battuta: "Non abbiamo niente da dire: stiamo discutendo il contratto nazionale dell’auto, tutto lì".