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Le marionette alla conquista del mondo si ritrovano con la testa vuota e piatta

Lo spettacolo della compagnia Colla è per ogni età: tratto da una pellicola del 1916, "Il sogno folle", andata perduta

Le marionette alla conquista del mondo si ritrovano con la testa vuota e piatta
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"Le marionette non sono solo per bambini!". Sembra di sentirlo, Eugenio Monti Colla, direttore artistico della Compagnia marionettistica Carlo Colla & Figli dal 1984 alla scomparsa, nel 2017, quando spiegava che il mondo delle marionette non è solo una forma d'intrattenimento. È arte, è poesia, è evocazione. Da questa sera a domenica, al Teatro Gerolamo, è in scena Teste di legno, spettacolo che in qualche modo rappresenta una sublimazione di questo concetto. Siamo nel deposito e nel laboratorio a Milano in cui i marionettisti Colla realizzano i personaggi delle loro fiabe, dai capelli ai vestiti e tutti gli accessori e scenografie in cui ambientano gli spettacoli: una sera le marionette, al termine della loro giornata di lavoro, abbandonate negli armadi del deposito, si animano.

C'è Pinocchio, la Bella Addormentata, ma anche i pirati dell'Isola del Tesoro, streghe e stregoni. Finchè Re Barbarus, il più terribile tra i presenti, trovando un ritaglio di un giornale abbandonato dagli umani che parla di una "Grande Guerra", viene folgorato dal folle sogno di conquistare il mondo. E coinvolge tutto il deposito nel suo progetto: gli ideali si gonfiano e diventano teste grandi, grandissime, che poi però si svuotano e diventano piatte. Una metafora della situazione attuale? Può darsi, anche se Teste di legno è uno spettacolo realizzato sulla trama del film (introvabile) "Il sogno folle" girato con le marionette dei Colla nel 1916, uniche rimaste (in magazzino) con i materiali documentari (articoli di giornale e canovaccio). La pellicola è perduta, ma i Colla hanno deciso di riportare in scena lo spettacolo. "Il linguaggio marionettistico rende tutti i temi accessibili - dice Franco Citterio che dal 2017, alla morte di Eugenio Monti Colla, è direttore artistico della Compagnia, in cui arriva a soli 9 anni-: fa emergere il fanciullo nell'adulto e l'adulto nel bambino". Per rendere ancora più evidente la vicinanza al mondo reale che si vuole ispirare non saranno usate le marionette a cui siamo abituati, con un filo di circa 3 metri: qui si usano fili corti, col marionettista in vista sul palco. E sagome dipinte, oltre a registrazioni di spettacoli del repertorio della Compagnia e musiche originali di Danilo Lorenzini con trascrizione musicale di Daniele Sozzani Desperati, suonate dal vivo, e la voce narrante di Carlo Decio.

"Questo spettacolo è una narrazione, non proprio una fiaba - continua Citterio -: l'abbiamo rappresentato finora una sola volta nel 2022 in un festival che abbiamo organizzato noi in collaborazione con Base, i nostri vicini di casa. Questa formula a filo corto permette di raggiungere spazi non teatrali o festival estivi, non richiede tutto l'apparato scenico tecnico dei ponti di manovra dei tiri di scena". E va dritto al punto.

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