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Meno dehors in via Dante e stop alle bici elettriche

Piano per ridurre i tavolini e proteggere i pedoni. Il Municipio accelera. I gestori: "Da metà 2027"

Meno dehors in via Dante e stop alle bici elettriche
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Una stretta ai dehors e alt alle bici elettriche che sfrecciano in via Dante e altre strade "ad alta densità turistica del centro storico", da Brera alle Cinque Vie a zona Duomo. Meno tavolini e sedie, largo a mostre open air e design. Sul "riordino" di via Dante e piazza Sant'Alessandro Comune, Soprintendenza e l'associazione di pubblici esercizi di Confcommercio (Epam) ci stanno lavorando da un anno, stanno aggiornando insieme i nuovi Piani d'Area e anche la categoria condivide che vada restituito (un po' di) spazio ai pedoni e l'idea che bar e ristoranti abbiano plateatici, ombrelloni e arredi uniformi e più decorosi visto che si parla della passeggiata turistica tra piazza Cordusio e il Castello. Il Municipio 1 però prova ad accelerare sui tempi e i commercianti frenano: il governo ha prorogato fino a giugno 2027 le concessioni straordinarie di suolo pubblico (agevolate o gratis) scattate durante l'emergenza Covid, i gestori puntuilizzano che hanno un "valore superiore" rispetto a qualunque Piano d'Area che venisse approvato prima della scadenza. Tant'è, il Consiglio di Zona 1 giorni fa ha votato due istanze, con le linee di indirizzo e la richiesta arrivare a una nuova regolamentazione "entro sei mesi". Sostiene che sia possibile intervenire "anche in periodo di deregolamentazione post Covid". Nel documento su "Via Dante e limitrofe" viene fatto un elenco delle criticità, e una volta tanto pure il Municipio a trazione Pd-Verde ammette che che bici elettriche e monopattini possono mettere a rischio i pedoni, senza specificare se nel mirino ci siano soprattutto le ebike, spesso "truccate", utilizzate dai rider. Sui plateatici, sostiene che lungo l'asse Cordusio-Castello "si è creata per dimensioni, localizzazione e qualità dei materiali una certa confusio in luoghi di altissimo pregio". Chiede di "contenere le occupazioni di suolo pubblico, e fissare regole condivise su orari interni ed esterni di bar e ristoranti e far rispettare il divieto di vendita di alcolici ai minori. Dehors con colori e arredi uniformi e stop agli espositori all'esterno. Per "migliorare la sicurezza dei pedoni e in particolare delle persone disabili" chiede di valutare la creazione di una corsia centrale a velocità ridotta per il transito di bici e monopattini e di "verificando anche l'accesso ai soli cicli con propulsione fisica", quindi le bici muscolari e non elettriche o a pedalata assistita, e di "limitare la velocità". Nell'istanza più ampia, che riguarda tutto il centro storico, viene ricordato che alcuni Piani d'Area sono molto datati e la città da allora si è trasformata, quello di corso Garibaldi per dire risale al 2004, di corso Sempione al 2005. Anche qui, chiede di tutelare le aree pedonali "verificando la possibilità di creare percorsi preferenziali solo per le bici muscolari e con limite di 10 km all'ora".

Per quanto riguarda i dehors, ribadisce che va ridotto "l'impatto negativo di tavolini, arredi, ombrelloni non omogenei". E tra le linee guida invita Comune e associazioni di categoria a collaborare su "orari di chiusura dei locali e asporto, possibilità di sospendere la musica all'esterno dopo le 22.

30 alcune occupazioni nel periodo invernale", a spingere i locali "a non fare offerte speciali di superalcolici" e "a praticare prezzi che non si discostino dalle medie applicate nella zona, e in generale nel centro". Questa è utopia. E secondo la categoria, i Piani d'area dovranno essere ben discussi zona per zona, senza generalizzare problemi e soluzioni.

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