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Stappa il Mondiale

Tre nazioni, 48 squadre, la pausa pubblicitaria a metà tempo e, soprattutto, niente bottigliette da casa nonostante il caldo. Dice la FIFA: “Ci teniamo alla sicurezza degli spettatori e alla salute di tutti”. Soprattutto degli sponsor…

Stappa il Mondiale
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C’era una volta l’Olimpiade a cinque tappi, titolò argutamente un collega di questo giornale quando - nel 1996, l’anno del Centenario, sarebbe toccato ad Atene - il CIO decise di assegnare i giochi ad Atlanta, casualmente sede di una globalmente nota azienda di bevande. Era, quello, solo l’anticipo di quello che sarebbe successo nel nuovo millennio, ormai dominato dal business più che dallo sport. Insomma: praticarlo porta alla salute, soprattutto delle tasche di chi lo sponsorizza. La dimostrazione sono i Mondiali di calcio in partenza da giovedì, spalmati in tre nazioni, con più squadre partecipanti che mai (tranne la nostra, c’è da dire), e nei quali verrà introdotta perfino la sosta pubblicitaria a metà dei due tempi con la scusa del “cooling break”. Insomma: fa caldo e bisogna bere, giusto il tempo degli spot in Tv.

Non ci stupiamo più di nulla, per carità. Però quello che fanno un po’ sorridere sono le giustificazioni addotte dagli organizzatori, quasi che si vergognassero: “Viste le condizioni meteorologiche, abbiamo cura della salute di giocatori, arbitri, volontari, spettatori e di tutti quelli che saranno presenti negli stadi”. Eppure c’è così preoccupazione che è stato vietato a chi assisterà alle partite (con biglietti a quattro zeri e più) di portarsi da casa una bottiglietta di plastica, seppure senza tappo. In pratica: ci saranno le fontanelle dell’acqua a disposizione, ma i contenitori si potranno acquistare solo dentro l’impianto. “La decisione – ha spiegato la FIFA – è basata su un numero di fattori relativi alla sicurezza, per mitigare i rischi e assicurare un efficiente ingresso e un’ottima esperienza per chi verrà alle partite. In fondo succede così in molti stadi del mondo”. Tutto vero, per carità: però al mondiale per club dello scorso anno non era stata la stessa cosa.

Non

vogliamo pensare allora che abbia ragione il sindaco di Toronto Olivia Chow (“è solo un modo per arraffare altri soldi”), però alla fine un dubbio ci è venuto: non è che le bottigliette dentro gli stadi saranno tutte rosse?

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