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L'Europa si "scioglie". È il giugno più rovente

In Italia 16 città da bollino rosso, a Firenze 41°. Incubo in Francia. L’Oms: "Una crisi sanitaria"

L'Europa si "scioglie". È il giugno più rovente
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L'estate è ufficialmente incominciata da tre giorni ma l'Europa già non ne può più. Il caldo morde e anche l'Italia soffre. L'escalation però sembra inesorabile. Ieri erano 15 le città con il bollino rosso, oggi sono 16 e domani saranno 17. Auguri.

Si soffre in tutte le grandi città, soprattutto nel Centro-Nord dove alla canicola si alternano temporali sporadici. Almeno 38 gradi a Milano e 41 a Firenze, un incubo. Ogni città si arrangia come può. Il Comune di Bologna ha annunciato l'aumento dei «punti di erogazione di acqua pubblica». La regione Veneto medita il ricorso anticipato alle riserve accumulate negli invasi montani. La giunta regionale d'Abruzzo ha approvato la delibera che aggiorna linee guida e procedure per la protezione dei lavoratori.

E purtroppo il «generale estate» non se ne andrà presto. In base alle previsioni de iLMeteo.it, «l'ondata di caldo, iniziata il 17 giugno, si protrarrà come un unico, ininterrotto blocco rovente per oltre due settimane». Ciò che farà probabilmente superare il tristemente noto giugno 2003, E non sperate in una tregua notturna: in Pianura Padana minime notturne di 26-27 gradi rappresentano ormai la normalità. Staranno meglio solo alcune città costiere.

In Europa il Paese sull'orlo di una crisi di nervi è la Francia. La giornata di ieri è stata secondo Météo-France la più calda mai registrata nell'Esagono dal 1947, quando iniziarono le rivelazioni. L'indicatore termico nazionale, media delle temperature diurne e notturne in 30 centraline di riferimento, ha raggiunto 29,8 gradi, battendo il precedente record di 29,4 registrato nel 2019 e nel 2003. Ma i picchi sono stati insostenibili: a Bordeaux si sono toccati i 43,3 gradi. Sono 40 le persone morte nel Paese dal 18 giugno per annegamento, persone che cercavano i corsi d'acqua rivelatosi delle trappole una tregua alla canicule. Il primo ministro Sébastien Lecornu ha annunciato ieri l'attivazione del Piano Orsan 2 per rispondere all'estrema sollecitazione dei servizi d'emergenza sanitaria. Rallenta anche il turismo: la Torre Eiffel ieri ha chiuso alle 16, in anticipo, lo stesso farà il Museo del Louvre da oggi, mentre l'ente pubblico che gestisce Mont Saint-Michel, l'attrazione turistica più visitata in Francia fuori Parigi, sconsiglia ai turisti le visite. E il caldo diventa anche motivo di propaganda politica: il Rassemblement National (RN) promette un grande piano di «prestiti massicci a tasso zero» per l'isolamento delle case e l'impianto dell'aria condizionata.

In Germania venerdì potrebbe essere battuto il record di caldo di giugno, superando il 39,6 registrato nel 2019 in Sassonia-Anhalt. Nel Regno Unito molte scuole chiuse e interdetto l'Old Wye Bridge di Chepstow, il vecchio ponte stradale e pedonale che collega Inghilterra e Galles, già cadente a causa di crepe che il caldo inconsueto potrebbe peggiorare. In Spagna terzo giorno di allarme rosso: in Andalusia temperature che sfiorano i 45 gradi. Ad Amsterdam il comune sta approntando una rete di zone refrigerate in tutta la città per offrire spazi di benessere a residenti e visitatori.

Per l'Organizzazione mondiale della sanità l'ondata di calore che attanaglia il Vecchio Continente «non è più solo un fenomeno meteorologico, ma «un'emergenza sanitaria». «L'Europa sta vivendo il riscaldamento più rapido al mondo», avverte Hans Kluge, direttore regionale dell'Oms. Buon cambiamento climatico a tutti.

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