Le metropoli di Guaitamacchi

L'evoluzione del linguaggio figurativo di Jonathan Guaitamacchi, una tra le più autorevoli voci della nuova figurazione italiana, raccontata attraverso un percorso di 25 opere prodotte nel corso di quest’anno. Sono le opere raccolte nella mostra «White Blocks», in programma dal 5 ottobre al 28 novembre, presso la Galleria d'Arte Contemporanea LipanjePuntin di Trieste. La rassegna varia dalle grandi vedute metropolitane, sospese fra tempo e memoria, fantasia e realtà, fino alla rielaborazione di immagini naturali, in particolare dedicate alla poesia dei ghiacciai. I luoghi che Guaitamacchi dipinge sono posti reali vissuti in prima persona, e che fanno parte della sua storia personale. Milano, Londra e Città del Capo sono colte dall'artista nella loro totalità o nella particolarità del tessuto urbano, ma le strade non denotano la presenza di vita e il ritmo tipico delle metropoli: non ci sono infatti cortei o automobili, ma soltanto il sintomo del nostro malessere e una sensazione di opprimente angoscia, accresciuta dal dato cromatico che, mai, si discosta dall'uso del bianco e nero.
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