CON MICHELLE E EZIO «STRISCIA» RIMONTA

Riassunto delle puntate precedenti: fino all'anno di disgrazia 2005 Striscia la notizia era il programma più visto della fascia preserale e spesso dell'intera serata. Greggio ringraziava ogni sera il pubblico, felice di dare conto dei risultati dell'Auditel senza alcun distinguo, Ricci si godeva il meritato successo, i premi fioccavano, il vento soffiava alle spalle. Poi arriva Bonolis con i pacchi di Affari tuoi e lo scenario cambia clamorosamente: il pubblico volta almeno in parte le spalle a Striscia, che cessa di essere la trasmissione più vista della fascia preserale e a maggior ragione dell'intera serata, Greggio smette improvvisamente di dare conto dei risultati dell'Auditel, Ricci si innervosisce e, invece di impegnarsi a migliorare il programma, se la prende un po' con tutti, compresa la programmazione degli altri canali Mediaset dalle 20 alle 21. Passa un anno, Bonolis trasmigra a Mediaset, arriva Pupo e per un po' la situazione resta la stessa, con Striscia attapirata negli ascolti e gli addetti ai lavori che cominciano a convincersi che, se persino Pupo fa gli stessi ascolti o quasi di Bonolis, significa che conta molto più il format del conduttore, con buona pace del merito e del talento individuale. Poi però in queste ultime settimane il vento cambia di nuovo e inizia un altro film, che potremmo chiamare «La rimonta di Striscia». Pupo comincia a perdere qualche colpo, il programma di Ricci lo tallona e infine lo sorpassa nettamente e anche meritatamente, perché nel frattempo è arrivato dapprima Enzino Iacchetti a spalleggiare Greggio, e poi Michelle Hunziker allegra e pimpante che trova subito l'affiatamento con il signor Ezio. Inoltre viene dato più spazio alle veline, belle come mai in questa stagione. E poi, ancora, Striscia ritrova il mordente perduto, la voglia di andare al sodo, di essere insieme divertente e pungente. E infine, forse, il buon Pupo a lungo andare rivela qualche limite che all'inizio era rimasto nascosto, tanto che riprendono fiato i sostenitori del ruolo del conduttore, non subordinabile del tutto alla forza del format. Tutto questo, naturalmente, vale nel momento in cui lo si scrive, nel pomeriggio del 31 gennaio 2006. Perché se siamo tutti di passaggio in questa vita lo sono a maggior ragione i dati Auditel, le valutazioni sui saliscendi degli ascolti e le loro possibili interpretazioni. E forse lo si può sussurrare, che Bonolis è più bravo di Pupo a valorizzare i pacchi (se ci si passa l'espressione non priva di letture metaforiche) e che Striscia è tornata finalmente ad avere il ruolo e gli ascolti che le competono. Ma dirlo forte no, non è proprio il caso. Si corrono rischi inutili, e ogni sicurezza al riguardo sarebbe fuori luogo.

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