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"Milano è fuori controllo". La campagna scomoda del Movimento 5 Stelle

Il coordinatore cittadino avverte (anche) Pd e Avs. "La sicurezza è una priorità". In pole Barbacetto

"Milano è fuori controllo". La campagna scomoda del Movimento 5 Stelle
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Lotta al degrado che ormai assedia pure in zone centrali come Porta Venezia, emergenza maranza, non sono esclusi sopralluoghi nei campi rom sul modello leghista. Il Movimento 5 Stelle si prepara a lanciare una campagna con priorità numero uno la sicurezza, strategia per riportare a Palazzo Marino il simbolo che manca dal 2021. Alle scorse elezioni i grillini incassarono appena il 2,78% dei voti non riuscendo a eleggere nemmeno un consigliere. Il centrosinistra ora lavora su una candidatura unitaria del campo largo a Milano ma ai partiti e ai potenziali candidati del Pd che sta incontrando in queste settimane Stefano Buffagni, nominato da poco coordinatore M5S di Milano e già viceministro allo Sviluppo economico nel governo Conte bis, lo sta ripetendo forte e chiaro. "Disponibili a parlare con tutti, ma il punto di partenza deve essere chiaro, per il Movimento la sicurezza è al primo posto, non si transige. Ci faremo una battaglia e prenderemo posizioni anche scomode". La sinistra radicale è avvisata, aggiungiamo noi, visto su immigrazione incontrollata o pugno duro contro gli abusivi tende a schierarsi dalla parte sbagliata. E i sondaggi d'altra parte dicono che il generale Roberto Vannacci, pronto a schierare un candidato di Futuro Nazionale a Milano, strapperebbe voti ai 5 Stelle, quindi "spingeranno" su battaglie che potrebbero anche mettere in imbarazzo i dem. Il leader Giuseppe Conte per ora butta la croce sul governo: "Ha fallito, i centri storici delle grandi città come Milano sono diventati un far west". Ma le scelte dei sindaci pesano, peraltro Sala ha voluto tenere la delega alla Sicurezza, siede ai tavoli in prefettura. Il giochino non regge.

Un primo test andrà in scena alla Festa dell'Unità a Melzo. Il Pd Pierfrancesco Majorino, tra i nomi in pole per il dopo Sala, giusto ieri ha pubblicato sui social un appuntamento in programma l'8 luglio: presentazione del libro "Contro la paura" con gli autori Carlo Bonini e Franco Gabrielli, ex capo della Polizia ed ex consulente ala sicurezza del sindaco Sala. Sul palco ci sarà anche Buffagni, che inizierà probabilmente a fissare alcuni di quei punti che potrebbero creare attriti con Avs e un pezzo di sinistra. Se decollerà il campo largo a livello nazionale e a Milano, il Movimento in campagna prenderà ovviamente di mira il governo e gli esponenti della Lega che sul territorio sono simboli delle battaglie securitarie, ma i richiami alla discontinuità non faranno sconti al sindaco. Il rischio che si accendano scontri è parecchio concreto. Idem sull'urbanistica, l'altro tema chiave per il Movimento, chiederà di aumentare gli oneri di urbanizzazione a carico dei costruttori. Punti "non negoziabili".

In vista delle primarie (se ci saranno davvero, il Pd sta buttando la palla avanti) la base del Movimento caldeggia due nomi. Uno è quello del giornalista del Fatto Quotidiano Gianni Barbacetto (foto in alto a sinistra), che sarebbe il simbolo di una campagna in totale discontinuità dalla giunta Sala, visto che è anche autore di "Contro Milano. Ascesa e caduta di un modello di città" che "ricostruisce la storia della città e del suo sindaco, da Expo ad oggi" e "smonta pezzo per pezzo la narrazione zuccherosa della metropoli dalla crescita inarrestabile e dallo sviluppo travolgente". Tra i fan ci sono i movimenti ambientalisti e i comitati Salva Meazza.

Se in campo ci saranno la vicesindaco Pd Anna Scavuzzo e l'assessore alle Risorse finanziarie Emmanuel Conte, si prevedono match accesi. L'altro nome è quello dell'eurodeputato ed ex direttore de La Notizia Gaetano Pedullà (foto sotto a sinistra).

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