A Milano gli Hu sono il doppio dei Brambilla

Che qualcosa stesse cambiando si intuiva già nel 2009. «In Brianza i Mohamed battono gli sciur Brambilla». Una ricerca della Camera di commercio rivelava che il nome più comune nel mondo arabo superava quello che per antonomasia è il cognome dell’imprenditore brianzolo. Un confronto tra nomi e cognomi, i Mohamed con la fabbrichetta erano 178 contro i 174 Brambilla. Ieri lo smacco finale. Il Comune di Milano ha diffuso la lista dei cento cognomi più diffusi nel capoluogo. Il milanesissimo sciur Brambilla è scivolato al nono posto, portato solo da 1.536 cittadini. In cima alla classifica resiste da un quarto di secolo il signor Rossi (4.379 persone) ma sul secondo gradino del podio compare il cinese Hu, 3.694 iscritti all’Anagrafe. E ci sono tre cognomi orientali tra i primi dieci: Chen all’ottavo posto (1.625 cittadini) e Zhou al decimo.
I primo insediamento cinese in via Paolo Sarpi, ribattezzata negli anni la Chinatown milanese - a poche centinaia di metri dal Castello Sforzesco -, risale agli anni Venti. É la comunità straniera più antica nel capoluogo e tra i primi cento cognomi se ne contano oggi dodici orientali (e tipicamente brevi). Al 29esimo posto i Wang, poco più giù (con 930 e 916 rappresentanti) i Wu e Lin, gli Zhang al 44 esimo posto Liu al 62esimo (con 742 iscritti) chiudono i Li, gli Zhu e Zheng. L’invasione straniera a scorrere la lista si ferma soprattutto alla concorrenza cinese, non più solo economica dunque. Solo tre i cognomi tipicamente arabi nella top 100, i Mohamed al trentaquattresimo posto (con 944 iscritti all’Anagrafe), i 741 Ahmed al 63esimo gradino della classifica e i 656 Ibrahim al 75esimo posto.
Milano multietnica. Dal dire al fare. Venticinque anni fa non c’era un solo cognome straniero tra i primi trenta della classifica, oggi se ne contano quattro e oltre al sciur Brambilla relegato al nono posto, «il» Fumagalli si ritrova addirittura in trentesima posizione. Anche Beretta, primo sindaco di Milano, si trova al 28esimo posto. Se il signor Rossi occupa saldamente il podio come un quarto di secolo fa, tra i cognomi di antica tradizione meneghina che «resistono» al tempo e c’è Colombo al terzo posto (3.685 persone), Ferrari al quarto (3.568), Villa al settimo (1.905). L’assessore al Decentramento Daniela Benelli sottolinea come «negli anni ’50 e ’60 colpiva il diffondersi dei cognomi meridionali, oggi vale per quelli stranieri e col tempo verrà meno lo stupore anche per loro».
Marco Brambilla, 72 anni, è presidente del sodalizio «I Brambilla» . Il sorpasso? «Ben vengano anche gli Hu - assicura -. Quello che mi dispiace è che noi facciamo meno figli, invecchiamo, mentre molti Brambilla per questione di costi o di lavoro vanno a vivere fuori Milano. È per questo che diventiamo sempre meno». I Brambilla sono concentrati soprattutto a Milano (dove arrivarono nel 1443 dalla Valle Brembilla, una laterale della Val Brembana nel Bergamasco) e hanno anche un sito internet per organizzare riunioni e iniziative.

«Un mio caro amico si chiama Hu e parla benissimo il milanese, non è un problema dove si nasce ma come si pensa - afferma il leghista Matteo Salvini -. Detto questo, Comuni e Regioni devono tutelare i servizi agli italiani o i nostri cognomi spariranno se case popolari e asili vanno più facilmente ai Mohamed che ai Giuseppe».

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