Milano trascina Caserta alla bella

Milano non perde la testa che ciondolava pesante davanti alla partita impossibile da sbagliare, una ghigliottina mimetizzata dalla comprensione di gente che l’Olimpia l’ama a prescindere: batte Caserta (91-74) seguendo la notte magica di Mancinelli, porta questa semifinale alla quinta e decisiva partita che vedremo domani sera in diretta dalla reggia del basket campano.
Bucchi esplora le certezze che al momento sono Maciulis, Mordente, Rocca e una difesa che tiene in gioco persino le paturnie di Mike Hall, il calo degli zuccheri di Monroe, le contorsioni mentali di Finley travestito dal regista che non sarà mai anche se ogni tanto vola e fa volare. Mancio e la sua voglia di grandezza per farsi seguire da una squadra, cominciando da Arnold, che sembra essersi chiarita dopo la facciata di domenica. Vedremo domani a Caserta quando la Pepsi chiederà a Jumaine Jones se ha qualcosa ancora nel suo cilindro di ex stella Nba che recupera lento.
Quando il veleno della fatica, più mentale che fisica, entra in circolo poche cose sembrano avere logica nella notte dove il Forum chiude il piano di sopra per avere la gente più vicina a quelli dell’Armani che si elettrizzano quando entra nell'Arena Danilo Gallinari costretto a baciare tutti, antipasto della festa di ottobre.
Caserta ascolta il ruggito del palazzo, ma non si scompone e resta attaccata a Milano fino a quando dal cilindro tarmato di una panchina che soffre ogni spiffero critico non esce con gli occhi della tigre da Rivabella il Stefano Mancinelli che rileva un Mike Hall anche più confuso del Jumaine Jones che non trova il canestro su 5 tiri ed è il primo ad arrendersi.
Il Mancio cavalca la scopa dei maghi imprevedibili: in 8", alla fine del primo quarto, Milano costruisce tutto quello che non aveva visto nel finale di domenica. Due falli subiti e il tiro da 3 del Mancinelli che in poco più di 3' minuti arriva a 10 punti, dando la prima spallata.
Continua lui fino al 9-0, salendo a quota 15, servendo anche due assist ad Arnold che lo capisce al volo e, senza aver bisogno del Finley impalpabile fino a quando il cielo si apre per lui nel terzo quarto, dei tuffi di Rocca che serve sempre, facendosi aiutare da Mordente e Maciste Maciulis, il più in forma, l'Armani si prende anche 10 punti di vantaggio che si tiene quasi tutti in un finale dove giocare a rovescio è il piatto della serata: 41-35 per Milano dopo 20', dopo un secondo quarto da 15-13 dove il miglior realizzatore di Caserta resta Di Bella (8) con la lingua a penzoloni anche se poi è soltanto lui che si oppone all'onda devastante del terzo quarto, quello che decide la partita con Milano avanti di 20: 74-54.
Di Bella si arrende e prende tecnico, Mancinelli fa la passerella davanti al suo re e all'amico Gallo, esce dopo aver segnato 21 punti, servito assist, annichilito Jones, umiliato i nemici, chiarendo che gli artisti si devono sempre motivare perché se uno si fa la cresta da mohicano non è soltanto per riderci sopra. Questa la favola di una notte che finisce senza incubi per Milano, che lascia sicuramente indifferente il gatto senese che domani sera conoscerà la rivale per le finali, una rivali sfiancata comunque, anche se in tutta freschezza e franchezza non ci sarebbe stata comunque lotta.

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