Atm, un buco da cento milioni: presto l'aumento dei biglietti

Il Comune deve "dissanguare" le sue casse per coprire il disavanzo dei trasporti. Il bilancio prevede nuovi rincari: entrate da tariffe a quota 418 milioni nel 2015

Atm, un buco da cento milioni: presto l'aumento dei biglietti

Si apre un «buco» da 100 milioni di euro ogni anno nelle casse di Palazzo Marino per coprire il trasporto pubblico gestito da Atm. L'assessore alla Mobilità Pierfrancesco Maran allarga le braccia seduto davanti ai consiglieri nelle commissioni Bilancio e Mobilità del Consiglio comunale. E punta il dito: contro lo Stato - declinato nella Regione - che non versa più quanto faceva un tempo. Risultato: se lo Stato-Regione non farà la sua parte «creando ad esempio un sistema integrato Atm-Trenord», il Comune dovrà rivedere le tariffe. E quindi mettere di nuovo mano nelle tasche dei milanesi che si vedranno aumentare ancora biglietti o abbonamenti. E infatti nel bilancio sotto la voce «proventi da tariffe» dai 301 milioni che figurano nel consuntivo 2011 si passa 334 (consuntivo 2012) che salgono a 376 (proposta 2013) 404 nel 2014 e 418 nel 2015. «Nel 2010 il contratto di servizio per gestire tutte le linee costava 600milioni, e con gli introiti delle tariffe e il contributo statale di 300 milioni si copriva tutto. Nel 2011 il meccanismo si è inceppato. Oggi con le nuove tratte della metropolitana fino Comasina e Assago, la M5 costata 39 milioni e l'incremento delle corse attivate con Area C, il trasporto pubblico costa oltre 700 milioni e dallo Stato ne arrivano solo 285. Nel 2013 la differenza fra costi e entrate è di 100 milioni». Un buco che viene coperto per 25 milioni con i proventi di area C (per 15 milioni) con quelli della sosta e con i contributi dal car sharing.
Ma ne ballano ancora 75 milioni che il Comune pensa di pagare con «poste di fiscalità generale». Solo il servizio della M5, ha rimarcato, pesa per 39 milioni di euro. Oggi. «Domani quando aprirà il resto della linea ne costerà 100. Abbiamo indebitato una generazione» e per questo «qualsiasi scelta si faccia per Atm, l'unica cosa che non si può più fare è restare così. Un'azienda con questo budget non sta sul mercato». La gara per la gestione del servizio sarà nel 2017, «bisognerà arrivarci con le spalle forti- ha detto - perché questa volta non sarà una gara “finta“ come nel 2010». La richiesta del Comune da Stato e Regione è «di almeno 40 milioni - ha conteggiato - Abbiamo presentato al governo richiesta per tagliare l'indebitamento: il piano di ammortamento non può essere lasciato sulle spalle dei milanesi». Dalla maggioranza è stata riproposta all'assessore l'ipotesi di allargare Area C. Lo ha rilanciato il radicale Marco Cappato e lo ha ribadito anche Carlo Monguzzi, presidente della commissione mobilità. ma su questo maran ha mantenuto la sua posizione: «Milano non è più tra le 10 città più inquinate. Il problema non è ridurre traffico ma trovare un'alternativa all'uso delle auto». Intanto per quanto riguarda i dati complessivi del bilancio dell'assessorato, la manovra è di un miliardo e 123 milioni, 112 milioni in più rispetto al 2012, anche se le spese ha detto si riducono di 24 milioni.