"Area C è uno schiaffo alle famiglie in crisi. Va spenta per un anno"

Il Municipio 9 di Milano approva la mozione di Fdi. Il sindaco Sala: "Chiusura scuole, si sta esagerando"

"Area C è uno schiaffo alle famiglie in crisi. Va spenta per un anno"

Sospendere Area B e Area C per un anno, almeno fino a marzo 2022, senza neanche discutere sugli effetti su traffico e smog ma per questioni puramente economiche. É il senso della mozione approvata dal Municipio 9 su proposta del consigliere Fdi Enrico Turato. Il testo riprende le dichiarazioni del presidente della Caritas Ambrosiana, che «ha confermato il trend in crescita delle famiglie povere a Milano, e l'indice è aumentato esponenzialmente a seguito della pandemia». Ricorda che le persone anziane «abitano soprattutto nelle periferie e faticano a raggiungere ospedali, centri di cura e negozi senza l'uso dell'auto», ma anziani e famiglie poveri risultano anche «proprietari delle auto più vecchie e quindi più inquinanti». Idem piccoli imprenditori, artigiani, commercianti e operai, sono spesso proprietari di camioncini e auto vecchie, indispensabili per il lavoro, ma «per cause economiche non sono in grado di spendere ora migliaia di euro per comprare modelli nuovi».

Riattivare Area B (ancora sospesa al momento) e tenere accesa Area C pesa «sulle persone meno abbienti», è su questa base, e non (solo) sull'eterno dibattito sugli effetti ecologici del pedaggio e della ztl antismog che il Municipio governato dal centrodestra chiede al sindaco Beppe Sala e all'assessore Marco Granelli di concedere una tregua di un anno. Il capogruppo regionale di Forza Italia Gianluca Comazzi ha lanciato invece l'appello giorni fa a inviargli foto sui mezzi pieni all'indirizzo assembramentimezzipubblici@gmail.com e ieri ha pubblicato su Facebook le prime immagini ribadendo che «Area C in zona rossa sta creando pericolosi assembramenti a bordo specialmente negli orari di punta. Mi hanno segnalato criticità nelle linee 90 e 91, 924, 39, 75 e 73, oltre ai vagoni della M5, M2 e M1. Il sindaco torni subito sui suoi passi e spenga le telecamere».

E Sala si è confrontato ieri con il leader di Azione Carlo Calenda (che sosterrà il sindaco con una lista). Il sindaco avverte che il governo dovrà affidare i fondi del Recovery Plan a «stazioni appaltanti in grado di spendere bene le somme o perderemo i soldi, il Comune può investire un miliardo di euro all'anno, abbiamo già i piani esecutivi per prolungare la M1 fino a Baggio, per portare il teleriscaldamento dalla centrale di Cassano d'Adda a 150mila milanesi in più o per sistemare 70mila alloggi popolari». Il rischio, torna a dire, è che «il Recovery attivi lavori prevalentemente al maschile. É follia immaginare che quando si fanno gare si dia un punteggio in più all'imprenditoria femminile? Bisogna trovare soluzioni del genere». Sulla chiusura delle scuole Sala avverte che «stiamo un po' esagerando, si stanno sviluppando patologie gravissime da disagio, non possiamo non vederlo». Sulle proposte avanzate dal neo segretario del Pd Enrico Letta concorda che «il percorso sullo ius soli vada ripreso» e «preparato il voto ai 16enni».

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