Le associazioni disabili riammesse nella Consulta

Mobilità, le sigle non erano state ritenute idonee. La Lega: "Riparato il torto dopo la protesta"

Le associazioni disabili riammesse nella Consulta

Contrordine, le associazioni dei disabili possono far parte della «Consulta per la mobilità» del Comune. Circa un mese fa, il 21 aprile, la consigliera della Lega Deborah Giovanati aveva lanciato la protesta sul Giornale. Palazzo Marino aveva riaperto il bando per la ricerca di 15 soggetti interessati a comporre la Consulta perchè al primo round aveva trovato solo 9 associazioni idonee, tra queste «Milano Bicycle Coalition», «Massa marmocchi», «Cittadini per l'aria», «Genitori Antismog» o «Comitato di quartiere Isola». Sorpresa che fossero rimaste fuori realtà come Peba onlus, che affianca da tempo le pubbliche amministrazioni nella redazione dei Piani di abbattimento delle barriere architettoniche, o Ledha Milano (coordinamento associativo della Città metropolitana per i diritti delle persone con disabilità), la consigliera aveva richiesto un accesso agli atti. E dai verbali della commissione era emerso che la Commissione giudicatrice le aveva escluse perchè «sono orientate esclusivamente alla difesa dei diritti dei disabili». Scontata la protesta, anche da parte degli enti esclusi. Da regolamento un membro della Consulta sarà indicato dalla «Consulta delle persone con disabilità» ma Giovanati aveva rimarcato che non era una giustificazione per escludere altri, «allora andrebbero escluse o limitate anche sigle che si occupano dei diritti dei ciclisti». Ieri, la buona notizia. La commissione ha chiuso l'elenco delle candidature ammissibili, 17 in tutto, e tra queste ci sono «Ledha Milano», ritenuta «coerente con quanto richiesto dal bando», e riammesse «per il loro eventuale interessante contributo» le candidature delle associazioni disabili «Genitori tosti in tutti i posti», «Atlha», Unione italiana dei ciechi e degli ipovedenti Aps e Peba onlus. Ammesse anche Assobici, Legambici-Legambiente e Via Padova Viva.

«É un'ottima notizia perchè non potranno che dare un apporto positivo alla mobilità della nostra città - commenta Giovanati -. Purtroppo Milano presenta ancora numerose barriere e l'esclusione dei rappresentanti dei disabili costituiva un grave torto per l'inclusione di tutti, specie se si considerano le continue trasformazioni delle strade con nuove piste ciclabili e i monopattini, che spesso vengono abbandonati dove capita e rappresentano gravi ostacoli». Sottolinea che «l'esclusione iniziale era assurda. Se la Lega non avesse alzato il dito forse non si sarebbe arrivati al dietrofront. Ora sarebbe bene che la presidenza della Consulta fosse assegnata a una di queste sigle».

Anche il sindaco Beppe Sala in un'intervista a Style ha ammesso che c'è ancora molto da fare nella lotta alle barriere architettoniche. E in tema mobilità intende tirare dritto su piste ciclabili e monopattini, «non sono contro le auto ma è indiscutibile che occupano troppo spazio e inquinano, Davvero tra 10 anni vogliamo vedere ancora tutte queste macchine a Milano?».

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