Cronaca locale

Il Berretto di Pirandello e un omaggio ai cent'anni di Brera

Tanti debutti di prosa nel weekend scaligero Al Parenti, i Gordi e l'ironia sull'eterno aldilà

Il Berretto di Pirandello e un omaggio ai cent'anni di Brera

Inutile girarci attorno: nei giorni che culminano in Sant'Ambrogio, teatro significa Scala. I fasti mondani della prima oscurano ogni altro palcoscenico. Ma è così? Non del tutto. Al Franco Parenti proprio il 7 dicembre (replica l'8) va in scena la coproduzione con il Teatro dei Gordi: Sulla morte senza esagerare. Già dal titolo tocca un tema rimosso dalla contemporaneità. Attraverso un uso magistrale delle maschere di cartapesta, la compagnia dei Gordi ci porta - nel lavoro ispirato alla poetessa Wisawa Szymborska - nella zona di passaggio tra l'aldiquà e l'aldilà, dove per fortuna più che il terrore regna l'ironia.

Bisogna invece aspettare l'8 dicembre per seguire al Pacta Salone l'omaggio al giornalista sportivo (ma non solo: era scrittore di vaglia) Gianni Brera, di cui si celebrano i 100 anni dalla nascita. Si parte domenica con Storia del pugile zingaro (con Walter Maconi), per proseguire nei giorni successivi con i concerti del figlio di Gianni, Franco Brera, e il film Il corpo della ragassa, dal romanzo, di forte inventiva linguistica (si vede la lezione di Gadda), del giornalista nato a San Zenone al Po. Torniamo al Parenti per uno spettacolo, in scena fino al 22 dicembre, che sta ottenendo successo di pubblico e critica: Lungs, di Duncan Macmillan, con Sara Putignano e Davide Gagliardini, regia di Massimiliano Farau. In inglese lungs significa polmoni: e la pièce serra il respiro, grazie alle battute e all'incalzare di situazioni vissute da una coppia che discute se avere o no un bambino, per trovarsi a trattare ansie attualissime, dal terrorismo alla crisi climatica. Da vedere, anche come periscopio sulla nuova drammaturgia inglese.

Gli amanti del teatro novecentesco non perdano Il berretto a sonagli di Pirandello, al Carcano fino a domenica 8. L'adattamento e la regia sono di Valter Malosti, anche interprete, con Roberta Carbonia, Paola Pace, Vito Di Bella e Paolo Giangrasso. Lo spettacolo fa parte del ventaglio di rivisitazioni d'autore - perfettamente escogitate - che da tempo impegna Malosti. Scritta in siciliano nel 1916 per Angelo Musco (debuttò l'anno successivo a Roma), la commedia è un concentrato di pirandellismi: adulterio, equivoci, vero e falso. Con le tre corde - secondo il drammaturgo di Girgenti stanno dentro la testa di ogni essere umano - variamente da caricare, come si fa con gli orologi da polso o da panciotto: la corda seria, la civile, la pazza. «Altrimenti - dice a un certo punto il protagonista, lo scrivano Ciampa - ci mangeremmo l'un l'altro, come tanti cani arrabbiati». All'Elfo Puccini altri classici da mettere in agenda: L'importanza di chiamarsi Ernesto (fino al 31 dicembre) e Aspettando Godot (6-8 dicembre).

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