Città metropolitana Regione e Comune Un accordo a tre per salvare il Cam

Prosegue il fermento intorno al Centro assistenza minori (Cam), un orgoglio milanese che non deve essere ingoiato dalle sabbie mobili della burocrazia, avanzate dopo che la legge Delrio ha eliminato le province, e il centro, che dipendeva dall'amministrazione provinciale, si è trovato orfano proprio come i piccoli che ospita. Ieri l'assessore al Reddito di autonomia e inclusione sociale della Regione, Giulio Gallera, ha incontrato l'assessore alle politiche sociali del Comune, Pierfrancesco Majorino, e la consigliera delegata di Città Metropolitana, Rosaria Iardino. Al tavolo ha partecipato anche il Garante per l'infanzia della Regione, Massimo Pagani.

«Di comune accordo abbiamo deciso di farci carico economicamente della permanenza dei bambini fino all'affido, per evitare loro ulteriori traumi, tesi su cui è stato concorde anche il Garante Pagani» ha commentato Gallera. Attualmente i piccoli che risiedono nelle quattro casette sono poco meno di una ventina, ma in questi mesi in cui la struttura si è trovata in alto mare ha dovuto purtroppo rifiutare molte richieste di accoglienza, segno che il centro era riconosciuto come una struttura eccellente per l'infanzia sola. «La storia del Cam - ha detto l'Assessore alle Politiche sociali del Comune, Pierfrancesco Majorino - non deve essere cancellata e il servizio, anche in forme nuove, deve proseguire la sua attività. Crediamo che i bimbi debbano continuare lì la loro vita». Una dichiarazione che rincuora i sospetti di chi afferma che in giugno i bambini del Cam saranno solo otto. «Sono molto soddisfatta – ha precisato la delegata Rosaria Iardino - perché questa vicenda ha trovato una soluzione condivisa da tutti noi. La Città metropolitana fornirà i dettagli dell'intero piano economico affinché la strada individuata sia consona alle caratteristiche della struttura”.

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