Covid, stretta sulla movida "I controlli? Li aspettavamo"

In campo vigili e forze dell'ordine delle zone rosse. I gestori dei locali: "I nostri clienti rispettano le norme"

«Ulteriori restrizioni per i locali? No, al momento non ci stiamo pensando. Da stasera pensiamo di suddividerci i ruoli tra le varie forze di polizia e le zone della città». A parlare così è il sindaco Beppe Sala commentando la stretta annunciata dalla Prefettura sui controlli, in particolare nelle zone della movida. «Stasera in particolare - ha aggiunto - i nostri vigili si concentreranno su alcune delle aree più note, come Gae Aulenti, corso Sempione e i Navigli, ma sono tanti in realtà gli spazi dove la sera si vedono assembramenti. Ad ora lavoriamo di cesello coordinati da prefetto, poi si vedrà». Sui provvedimenti anti Covid, il sindaco ha sottolineato che «in questa situazione, è difficile fare previsioni e serve flessibilità nella gestione da tanti punti di vista. Non credo che possiamo dare una regola che, con certezza, possa funzionare».

Come avvenuto a giugno, quando erano stati annunciati più controlli sulla movida, per via degli assembramenti all'happy hour, ecco che con il nuovo Dpcm che impone l'obbligo di indossare le mascherine sempre, anche all'aperto, e con l'impennata di contagi in Lombardia, Milano in primis, il Comitato Provinciale per l'Ordine e la Sicurezza ha ribadito la necessità di una stretta sui controlli. Così ieri Beppe Sala ha ribadito la sua posizione, annunciando rinforzi anche da parte della polizia locale: ieri sera 14 agenti, organizzati in 7 pattuglie hanno battuto la zona compresa tra l'Arco della Pace e il tratto pedonale di corso Sempione, cinque in corso Como e due alle colonne di San Lorenzo dalle 18 a fine serata. In parallelo le forze dell'ordine si concentreranno sulle classiche «zone rosse» della movida, da corso Como a corso Garibaldi, dai Navigli con la Darsena fino alle colonne di San Lorenzo, e il quadrilatero di via Lecco. Obiettivo: far rispettare tutte le misure anti Covid ed elevare le sanzioni necessarie. Controlli e sanzioni che ci sono sempre stati: le ultime mercoledì con la chiusura temporanea di cinque tra bar e locali, tra cui uno all'Arco della Pace. Stesso discorso per le multe comminate soprattutto nel week end la sera ai ragazzi che giravano in metropolitana, senza mascherina.

Salutano con favore i controlli i gestori dei locali, come Michele Berteramo, presidente dell'associazione Naviglio Pavese: «La nostra parte la facciamo ogni giorno, i locali rispettano le norme anti Covid, così come i clienti seduti ai tavolini anche all'aperto. Detto ciò non vogliamo certo essere il capro espiatorio della mala movida - continua -: quello che non viene controllato sono gli assembramenti nei luoghi pubblici come in Darsena». L'idea di assumere degli steward che invitino i clienti all'esterno a indossare la mascherina? «Con il calo di fatturato che abbiamo avuto non ci pensiamo proprio, e per questo ci sono le forze dell'ordine. La soluzione più semplice sarebbe obbligare a consumare i drink seduti ai tavoli, che consentono di mantenere le distanze». «Bene i controlli, anche perché credo che sarebbe ingiusto chiudere i locali perchè le persone non rispettano le norme - commenta Fabio Acampora, dell'associazione Arco della Pace - certo serve la collaborazione di tutti, ma non possiamo e non vogliamo fare i poliziotti. Chiudere sarebbe una sconfitta per tutti».

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