Dagli Ambrogini ai militari La sinistra manda giù i rospi

Sala e renziani premiano la Moratti, chiedono soldati Dem e arancioni «massacrati» dagli elettori sui social

Chiara Campo

Quanti rospi devono mandar giù i compagni. Dem e arancioni ci provano a prendere un pò le distanze dalle scelte dei renziani e del sindaco Beppe Sala, ma gli amici-elettori sui social sono inflessibili: «Siete in maggioranza, non basta scrivere un disaccordo su Facebook». Eh già. Basilio Rizzo, presidente del consiglio comunale durante il mandato di Pisapia e storico esponente della sinistra radicale, ha scelto opportunamente di restare fuori dalla maggioranza, per avere mani libere nel contestare (anche ai voti) la linea degli ex alleati. Proprio due giorni fa Rizzo ha potuto contestare anche con toni forti le assunzioni e la riorganizzazione della macchina comunale avviate da Sala, un piano che ha scatenato la rivolta la sindacati: ieri Cgil, Cisl, Uil, Csa e Rsu hanno riunito in assemblea tremila dipendenti del Comune, alle 11 hanno sfilato in corteo fino a Palazzo Marino per chiedere - invano - di essere ricevuti dal sindaco. I lavoratori hanno votato una mozione per indire lo sciopero degli straordinari, dei presidi di protesta, fino ad arrivare allo sciopero generale se non ripartirà la trattativa sulle politiche occupazionali. «Nloccheremo i servizi» avverte Tatiana Cazzaniga (Cgil). Se fosse stata sindaco Letizia Moratti, si sarebbero sentite forti le proteste dei Monguzzi, dei Limonta o dei Mazzali.

Letizia Moratti, appunto. Tasto dolente. Il consigliere dem Carlo Monguzzi ha scritto e ribadito su Facebook che approvare l'Ambrogino all'ex sindaco di centrodestra «è stato proprio sbagliato». Ha condotto un personale sondaggio sulle sue due pagine Fb, «391 no alla Medaglia d'Oro alla Moratti». La proposta è stata avanzata da Forza Italia ma ha trovato subito l'accordo di Sala e dei renziani e ha ottenuto l'unanimità. C'è chi glielo ricorda sui social, chi chiede si possa ancora fare qualcosa per bloccare il premio, ma ovviamente a parte esprimere mal di pancia i consiglieri della maggioranza si sono dovuti adeguare.

Come si dovranno adeguare oggi all'invio di un centinaio di militari in più dal governo. Sala li ha reclamati dopo l'omicidio di sabato scorso in piazzale Loreto, questa mattina il ministro Angelino Alfano incontrerà lui e il prefetto Alessandro Marangoni e dirà sì ai rinforzi. Il delegato alle Periferie Mirko Mazzali ha detto e ripetuto negli anni scorsi e ancora in questi giorni che militarizzare le periferie non è la soluzione. Anche il consigliere della Sinistra x Milano Paolo Limonta, fedelissimo di Pisapia e portavoce dei comitati arancioni, continua a rimanere sulla linea della coesione sociale piuttosto delle tute mimetiche. Ma anche a lui non resta che incassare le critiche dei militanti e gli sfottò del centrodestra, che invece ringrazia Sala e l'assessore alla Sicurezza Carmela Rozza per aver richiamato i soldati cacciati da Pisapia e compagni nel 2011. D'altra parte hanno ingoiato il ritiro del bando per le moschee, il ritorno delle «multe a strascico» inventate dall'ex vicesindaco Fdi De Corato. E Monguzzi, ambientalista doc, due giorni fa assisteva da lontano a un flash mob dei 5 Stelle per difendere il progetto di un grande parco sull'ex area Expo. Sembravano lui, qualche anno fa.

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