Ecco la torre di Prada: museo e ristorante in stile newyorchese

L'edificio di nove piani firmato da Koolhaas inaugura la collezione d'arte permanente

Mimmo Di Marzio

Eccolo qua, nel quartiere ancora incerto di Scalo Romana, il museo d'arte contemporanea che Milano non ha mai avuto. E quale momento migliore dell'internazionalissima settimana del design per inaugurare la maestosa torre di nove piani che completa il progetto di Fondazione Prada? Tempi e promesse più che rispettati. E adesso che l'ultimo tassello è al suo posto, al comprensorio d'arte che ricorda più il quartiere newyorkese di Chelsea che quello di Corvetto, non manca davvero più nulla. Nella struttura di 19mila metri quadri che ospita spazi espositivi, un cinema, un teatro, l'archivio di Prada, gli uffici amministrativi e l'Accademia dei Bambini, ora svetta bianchissima la torre progettata da Rem Koolhass & C che accoglierà un vero e proprio museo, quale è la collezione di Miuccia Prada. Contemporanea e assolutamente up to date, ma averne, come si suol dire. Da oggi la torre di 60 metri è aperta al pubblico e già di per sè rappresenta un'esperienza da non perdere per gli appassionati di architettura e design. A cominciare dalla pianta dell'edificio che si sviluppa per la prima metà dei livelli su base trapezoidale e per la seconda metà base rettangolare. Il minimalismo regna sovrano e non potrebbe essere altrimenti per una struttura in cemento e vetro che fin dal progetto iniziale si ispirava alla celebre galleria White Cube di Londra. Spiazzanti sono gli interni destinati ad ospitare progetti e opere e installazioni di dimensioni imprevedibili. Così l'altezza dei soffitti varia dal 2,7 metri del primo piano addirittura agli otto dell'ultimo. Al sesto si inaugura anche il ristorante che ancora mancava, malgrado l'indiscutibile fascino che pure incute il Bar Luce progettato dal regista Wes Anderson come omaggio al cinema italiano e agli storici caffè milanesi. Tutt'altro che ordinario, ça va sans dire, il ristorante «Torre» che accoglie arredi originali del «Four Seasons Restaurant» di New York e che ospita elementi e opere di artisti internazionali, da Lucio Fontana a Carsten Holler. E proprio l'arte regna sovrana nel primo allestimento della torre di Koolhaas che inaugura il progetto «Atlas» nato da un dialogo tra Miuccia Prada e il critico Germano Celant. In mostra assoli e confronti di pezzi pregiati della collezione Prada, una raccolta «global» che spazia tra artisti come Carla Accardi e Jeff Koons, Walter De Maria, Mona Hatoum ed Edward Kienholz and Nancy Reddin Kienholz, Michael Heizer e Pino Pascali, William N. Copley e Damien Hirst, John Baldessari e Carsten Höller. «Fin dall'inizio avevamo l'intenzione di combinare spazi nuovi e vecchi e questa torre è la conclusione di questa sequenza - spiega l'architetto Rem Koolhaas - la scelta di variare l'altezza dei piani risponde all'esigenza di creare un'atmosfera più intima per alcune opere ed un'altra di grandiosità per altre». All'archistar fa eco Celant, curatore della mostra permanente: «Le opere sono state scelte per essere messe in un forte rapporto con lo spazio, creano un'osmosi tra opera e architettura, secondo la logica di un grande museo».

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