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La regina Elisabetta e le accuse di bullismo contro Meghan. Spunta un nuovo retroscena

Stando alla teoria di un nuovo libro la royal family non rivelò i risultati dell’indagine interna sui presunti atti di bullismo perpetrati dalla duchessa sul suo staff per una ragione precisa

La regina Elisabetta e le accuse di bullismo contro Meghan. Spunta un nuovo retroscena

L’accusa di bullismo perseguita Meghan Markle da anni. Tutto iniziò nel marzo 2021, quando il Times riportò le storie delle presunte angherie subìte dai collaboratori della duchessa nel periodo i Sussex vivevano ancora a corte. Il Palazzo promise di svolgere un’indagine interna, ma non ne comunicò i risultati, lasciando la vicenda a metà e l’opinione pubblica piena di dubbi. Questa scelta potrebbe aver compromesso la reputazione di Meghan quasi quanto i racconti dei presunti atti di bullismo. Stando a nuove indiscrezioni la Regina, pur consapevole delle conseguenze sulla moglie di Harry, avrebbe ordinato lo stesso il riserbo per proteggere un altro membro della sua famiglia che rischiava di essere travolto dallo stesso scandalo.

“Totalmente inaccettabile”

Nel suo libro “Battle of Brothers” (pubblicato nel 2020 e aggiornato nel 2021), citato dal Daily Mail, il biografo reale Robert Lacey ha raccontato quello che potremmo definire il primo capitolo della vicenda relativa ai presunti episodi di bullismo a Palazzo di cui Meghan si sarebbe resa protagonista.

Nell’ottobre 2018, ha scritto Lacey, Jason Knauf, addetto alle comunicazioni di William e Kate e dei Sussex, avrebbe inviato una mail a Simon Case, segretario privato del principe William, per informarlo del comportamento “totalmente inaccettabile” tenuto da Meghan nei confronti del suo staff. Knauf non nascose di essere “molto preoccupato” a causa del carattere “prepotente” della duchessa, che stava letteralmente facendo scappare via i collaboratori uno a uno.

William, indignato, avrebbe chiamato il principe Harry per avere spiegazioni. La telefonata non fece che complicare la situazione, visto che il duca avrebbe chiuso il telefono in faccia al fratello. Il principe, ancora più arrabbiato, si sarebbe recato a casa dei Sussex, deciso a risolvere la faccenda. Harry, però, avrebbe iniziato a lamentarsi dello staff, accusandolo di detestare sua moglie per il colore della pelle. Non avrebbe neppure ascoltato davvero quanto gli veniva riferito, schierandosi subito dalla parte di Meghan.

In quel momento William avrebbe deciso di separare l’ufficio suo e di Kate da quello di Harry e Meghan, giudicando l’atteggiamento della duchessa incompatibile con il lavoro per la Corona. Il 2 marzo 2021 il Times riportò anche le parole delle presunte vittime di Meghan, innescando lo scandalo vero e proprio. La duchessa, sostengono le fonti, avrebbe “bullizzato fino alle lacrime” diversi membri dello staff di corte. Uno di questi rivelò: “Più che bullismo sembrava crudeltà emotiva e manipolazione”. Un altro aggiunse che durante l’orario lavorativo non riusciva “a smettere di tremare”. Un terzo definì i duchi “due bulli oltraggiosi”. Il Times parlò anche di presunte “crudeltà emotive”.

I Sussex, attraverso un loro portavoce, bollarono l’intera faccenda come “una campagna diffamatoria”. Al People il portavoce disse che Meghan era “rattristata”, dalle accuse, anche perché “lei stessa è stata vittima di bullismo”.

La replica di Buckingham Palace

Il 3 marzo 2021 il Palazzo reale tentò di frenare le voci e le accuse contro Meghan con un comunicato ufficiale: “Siamo molto preoccupati dalle accuse riportate dal Times a seguito delle affermazioni dell’ex personale del duca e della duchessa di Sussex. Di conseguenza il nostro team delle risorse umane esaminerà le circostanze descritte nell’articolo. I membri del personale coinvolti in quel momento, compresi quelli che hanno lasciato la famiglia, saranno invitati a partecipare per vedere quali lezioni potremmo trarne. La famiglia reale ha adottato una politica della dignità sul lavoro da diversi anni e non tollera e non tollererà il bullismo o le molestie sul posto di lavoro”.

Buckingham Palace promise, dunque, una sorta di indagine interna, di esame degli indizi e di eventuali prove. Purtroppo, però, le conclusioni di questa inchiesta reale non sono mai venuti fuori. Nel giugno 2022 la Corona chiarì che sarebbero rimaste un segreto della corte.

In proposito un insider dichiarò al Daily Mail: “Le persone avevano il sospetto che [l’indagine] sarebbe stata insabbiata… Il fatto che non siano state comunicate le conclusioni è incomprensibile...”. Secondo la fonte tanta segretezza avrebbe avuto un solo motivo: “La Casa reale sembra terrorizzata [al pensiero] di far arrabbiare o provocare Harry e Meghan”.

Un’ipotesi sostenuta anche da alcuni esperti reali. Nella riedizione del suo libro “Courtiers. The Hidden Power Behind The Crown” (2022), Valentine Low ha affermato: “Il Palazzo ha detto che non pubblicherà il risultato dell’inchiesta e nemmeno rivelerà quali lezioni sono state imparate per ragioni di riservatezza. Ma la maggior parte delle persone sospetta che la vera ragione per cui hanno insabbiato l’indagine fosse provare a mantenere la pace con Harry e Meghan”. Scegliendo la discrezione la regina Elisabetta avrebbe voluto scongiurare il pericolo di nuove interviste come quella a Oprah del marzo 2021.

Il vero motivo?

Secondo il biografo reale Andrew Lownie, però, Harry e Meghan non potrebbero non avere alcun segreto scottante da rivelare sulla royal family. La defunta Elisabetta II avrebbe deciso di non divulgare la conclusione dell’indagine interna sui presunti episodi di bullismo a corte non per calmare i loro spiriti ribelli, ma per un’altra ragione.

Nel suo ultimo libro “Entitled. The Rise and Fall of the House of York” (agosto 2025), citato dal sito “The Royal Observer”, Lownie ha rivelato che anche in questa situazione così controversa spunterebbe l’ombra dell’ex principe Andrea. “Il resoconto riguardante [la questione del bullismo che coinvolge] Meghan non è mai stato reso pubblico perché, dicono alcuni, questo avrebbe sollevato domande sul comportamento del secondo figlio della Regina”.

La royal family avrebbe avuto il timore che lo scandalo sui presunti atti di bullismo potesse compromettere ulteriormente l’ex duca di York, la cui reputazione era già stata danneggiata irreparabilmente dallo scandalo Epstein. Le accuse avrebbero potuto minare alla base l’istituzione monarchica. Il Palazzo reale, ha scritto ancora Lownie, si sarebbe perfino “preparato memorabili lamentele sul bullismo, le oscenità e le richieste impossibili del duca”.

Secondo il biografo tutti, a Buckingham Palace, sarebbero stati al corrente del presunto comportamento irriguardoso dell’ex principe. Perfino la regina Elisabetta. Rimproveri e umiliazioni allo staff da parte di Andrea sarebbero stati quasi all’ordine del giorno. “Un ex collaboratore”, ha riportato Lownie, “sarebbe scoppiato a piangere dopo che Andrea gli aveva urlato contro al telefono, prima dell’alba, perché era scontento di una storia pubblicata dal Sun”.

Non è finita: “Un membro dello staff venne destinato ad altre mansioni perché ad Andrea non piaceva un neo sulla sua faccia, un altro perché aveva indossato una cravatta di nylon”. Sembra anche che l’ex duca abbia pesantemente insultato un collaboratore che si era rivolto alla Regina Madre usando il titolo sbagliato.

La freddezza di Andrea

Non è la prima volta che gli esperti reali e i tabloid puntano il dito contro l’atteggiamento arrogante di Andrea Mountbatten Windsor. Nel novembre 2025 l’ex maggiordomo Grant Harrold, al servizio di Carlo dal 2004 al 2011, ha dichiarato a Gb News: “Il personaggio che ricordo io…non è mai stato scortese nei miei confronti, bensì piuttosto sprezzante, perché ero lì come maggiordomo. Non vi è mai stato alcun tipo di conversazione. È stato il solo reale con cui non ho mai parlato, nemmeno durante gli eventi sociali”. Il motivo sarebbe intuibile, almeno conoscendo le indiscrezioni sul presunto carattere superbo dell’ex duca: “Non mi rivolgeva la parola perché facevo parte dello staff, era sempre molto altezzoso, mai maleducato”.

Paul Page, addetto alla sicurezza della royal family dal 1998 al 2004, ha un altro parere. In un’intervista a 60 Minutes Australia, citata dall’Express, ha affermato: “[Andrea] era proprio villano, arrogante. Intendo dire che la sua presunzione era incredibile. Trattava lo staff in modo umiliante”. Nel suo ultimo libro Andrew Lownie sostiene che per l’ex principe i collaboratori di Palazzo fossero “lì per servire, non per mettere in discussione le sue azioni”.

“Una delicata condizione psicologica”

La royal family, secondo Lownie, avrebbe insabbiato la questione bullismo riguardante la duchessa di Sussex affinché l’eco dello scandalo non avesse ripercussioni su Andrea. La scelta di non divulgare i risultati dell’inchiesta interna sarebbe stata presa per proteggere soprattutto Andrea, più che Meghan.

In ogni caso la situazione non ha giovato all’immagine dell'ex attrice. Che la regina Elisabetta abbia voluto difendere a tutti i costi l’impresentabile ex principe, o che abbia usato la discrezione come una sorta di merce di scambio, di “do ut des” con i Sussex, affinché evitassero di rilasciare nuove interviste, il silenzio della royal family in merito ai presunti atti di bullismo a corte ha spinto i tabloid e l’opinione pubblica sia britannica, sia internazionale a sospettare che le accuse contro la duchessa potessero essere attendibili.

In realtà nessuno sa cosa sia davvero accaduto dietro le porte chiuse del Palazzo reale. Negli ultimi anni Meghan è stata bersagliata diverse volte con accuse di bullismo e cattiveria gratuita arrivate anche dagli Stati Uniti. Non abbiamo elementi, però, per stabilire se queste voci, in qualche modo, stiano cavalcando l’onda lunga dello scandalo del 2021, oppure se siano vere.

Valentine Low non sembrerebbe affatto convinto dell’innocenza della duchessa, dipinta come una donna spietata, capace di traumatizzare lo staff, di incutere paura. In un’intervista al podcast “Unfiltered” di Kinsey Schofield, citato dal New York Post, il biografo ha ribadito le teorie espresse nel libro “Courtiers” in merito alle ragioni per cui le presunte vittime delle angherie di Meghan hanno atteso anni prima di raccontare le loro storie: “C’erano forti elementi di nervosismo e preoccupazione. Alcuni [dei collaboratori] erano ancora in uno stato di grande fragilità”.

Al turbamento emotivo si sarebbe aggiunto un altro problema, altrettanto serio e strettamente connesso al primo: “Temevano ciò che Meghan avrebbe potuto fare” e “vedevano come infinita la sua capacità di vendetta. Erano passati due anni e mezzo. [I collaboratori coinvolti] avevano lasciato l’impiego presso la royal family ed erano ancora in una condizione psicologicamente delicata in conseguenza di ciò che era accaduto…”.

Per i dipendenti che avevano lasciato il Palazzo sarebbe stato molto difficile rivivere il presunto trauma attraverso i racconti e i ricordi. Ancora oggi vorrebbero evitare di riparlarne, soprattutto in pubblico: “Vivono felici le loro nuove vite, facendo nuovi lavori”, ha spiegato Low, “Non vogliono i media alla loro porta. Non vogliono diventare un bersaglio”.

“Gossip nocivo”?

Un portavoce di Meghan Markle, come ha riportato il New York Post, ha definito la versione di Low “gossip nocivo” che “cerca di disumanizzare una donna che ha costantemente difeso l’equità, la dignità e la verità”. Valentine Low, invece, ha ricordato che dopo la pubblicazione di “Courtiers” avrebbe ricevuto due lettere dagli avvocati dei Sussex. “Pubblicammo [il libro] e poi non sentimmo più nemmeno una parola da loro”.

Infine ha aggiunto: “Se il Times pubblica una storia del genere e non viene citato in giudizio, probabilmente c’è qualcosa di vero…”. La questione del bullismo alla corte britannica resta un mistero. Una pagina oscura che rischia di macchiare per sempre la storia della Corona.

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