È salito a 39 morti il bilancio del gravissimo incidente ferroviario avvenuto ieri sera vicino alla località di Adamuz, nella provincia spagnola di Cordova. I feriti sono almeno 152, dei quali 42 ricoverati in ospedale (13 in terapia intensiva).
L'incidente si è verificato nel tardo pomeriggio di domenica quando un treno della compagnia Iryo proveniente da Malaga (Andalusia) è deragliato nei deviatoi di accesso al binario 1 della stazione di Adamuz, invadendo la linea adiacente: ciò ha causato il deragliamento di un secondo convoglio che stava transitando nel medesimo punto.
"Eravamo partiti puntuali alle 18.40 da Malaga verso Madrid, io mi trovato nel primo vagone. A un certo punto è stato come un terremoto", ha raccontato un testimone, aggiungendo che il personale di bordo ha chiesto l'intervento di passeggeri con competenze sanitarie, per soccorrere i feriti, e ha utilizzato martelletti per rompere i finestrini prima di procedere all'evacuazione. Secondo la testimonianza, ci sarebbero passeggeri intrappolati nel vagone ribaltato.
L'ultima revisione del treno ad alta velocità Iryo era stata effettuata lo scorso 15 gennaio, secondo quanto hanno informato fonti della compagnia (partecipata da Fs International) in una nota.
A seguito dell'incidente, sono state presentate 43 denunce di scomparsa alle stazioni di polizia di Huelva, Madrid, Malaga, Cordova e Siviglia. Ne ha dato notizia in una nota il Centro Integrazione Dati (Cid), istituito per affrontare l'emergenza. Il Cid è un organismo tecnico composto da un ufficio di medicina legale e da un ufficio delle forze di sicurezza dello Stato, con agenti specializzati del servizio criminalistica della Guardia Civil.
Media: "Trovato un giunto rotto"
Gli esperti che stanno indagando sulla causa del deragliamento hanno trovato un giunto rotto sui binari: lo riporta Reuters sul sito citando una fonte informata sulle indagini iniziali sul disastro. I tecnici presenti sul posto, che hanno analizzato le rotaie, hanno individuato una certa usura nella giunzione tra le sezioni della rotaia, nota come piastra di giunzione. Ciò, secondo gli esperti, dimostra che il guasto era presente da tempo. Gli investigatori hanno scoperto che il giunto difettoso creava uno spazio tra le sezioni della rotaia che si allargava man mano che i treni continuavano a viaggiare sui binari.
Escluso l'errore umano
"L'errore umano è praticamente escluso", ha dichiarato Alvaro Fernandez Heredia, presidente della società ferroviaria pubblica spagnola Renfe. "Se il macchinista prende una decisione errata, il sistema stesso la corregge. Non speculiamo, aspettiamo i risultati dell'indagine. Si tratta di un incidente avvenuto in circostanze strane", ha proseguito, aggiungendo che ritiene "molto difficile che si giunga a una conclusione in breve tempo".
La testimonianza
Bianca Birleanu, 23enne, che si trovava a bordo del treno Alvia da Madrid a Huelva, racconta quei momenti tragici: "Abbiamo sentito una scossa iniziale e, in una frazione di secondo, un'altra fortissima. Il tavolo davanti al nostro posto ci è caduto addosso, le luci si sono spente e il tetto della carrozza è crollato". Il suo compagno, Jorge García: "Era buio pesto. Qualcuno ha aperto una porta e sono riusciti a scendere, a scaricare i bagagli".
I reali di Spagna
"Continuiamo a seguire con grande preoccupazione il grave incidente tra due treni ad alta velocità ad Adamuz". Lo affermano i sovrani di Spagna, Felipe e Letizia sul profilo X della Casa reale. "Esprimiamo le nostre più sentite condoglianze alle famiglie e agli amici dei defunti, nonché il nostro affetto e i nostri auguri di pronta guarigione ai feriti", si legge nel messaggio.
Non ci sono italiani coinvolti
Il ministro degli Esteri, Antonio Tajani, segue l'evoluzione del tragico incidente.
"Al momento non risultano connazionali coinvolti ma le operazioni di identificazione delle vittime sono ancora in corso", scrive la Farnesina in un post su X, aggiungendo che il console generale d'Italia a Madrid è sul posto "per fornire ogni eventuale assistenza". "Per qualsiasi emergenza o segnalazione, contattare il Consolato al numero +34 629.842.287 o l’Unità Tutela della Farnesina al +39 0636225", si legge ancora nel post.