Fiera Milano, il Covid pesa sui conti dei primi nove mesi del 2020

Approvato dal cda il resoconto di gestione del terzo trimestre 2020. Il lungo stop di manifestazioni e congressi ha costretto a rivedere le strategie. Nei primi nove mesi ricavi in calo a 67,3 milioni di euro, perdita 38,8 milioni. Nuovo piano industriale per competere con successo nel "new normal" e supportare crescita e internazionalizzazione delle imprese. Il format delle fiere ibride: fisiche e digitali

L’effetto Covid con il blocco della manifestazioni espositive e congressuali da febbraio a causa della pandemia e la graduale ripartenza a settembre, hanno pesato sii risultati di Fiera Milano per i primi nove mesi del 2020. I ricavi infatti ammontano a 67,3 milioni di euro, in calo rispetto ai 183,9 milioni dei primi nove mesi del 2019; la perdita è di 38,8 milioni rispetto all'utile di 20,3 milioni nello stesso periodo dell'anno scorso; l’Ebitda ammonta a 4,7 milioni di euro (rispetto a 64,4 milioni di euro nei primi nove mesi del 2019); l'Ebit è negativo per -28,9 milioni di euro (rispetto a 30,4 milioni di euro nei primi nove mesi del 2019). La posizione finanziaria netta vede un debito netto per 13,5 milioni di euro, rispetto ad una disponibilità netta di 20,2 milioni di euro al 30 giugno 2020.

Questi i dati del resoconto intermedio di gestione consolidato relativo al terzo trimestre 2020 esaminato e approvato dal cda di Fiera Milano Spa, presieduto da Carlo Bonomi. In particolare, negli ultimi tre mesi i ricavi delle vendite e delle prestazioni sono stati 11,3 milioni di euro contro i 30,1 milioni del terzo trimestre 2019. Risultato riconducibile, oltre ad un diverso calendario fieristico, a una minore partecipazione agli eventi che si erano tenuti nel trimestre rispetto alle edizioni precedenti.

L’Ebitda è stato negativo per 5,8 milioni di euro rispetto ad un risultato positivo per 2 milioni nel terzo trimestre 2019, principalmente per effetto della riduzione del fatturato solo in parte compensato dal calo dei costi di funzionamento; l’impatto del principio contabile Ifrs 16 nel trimestre in esame è stato pari a 11,7 milioni rispetto a 11,8 milioni nel terzo trimestre del 2019
L’Ebit è negativo per 17,0 milioni di euro rispetto al corrispondente trimestre dello scorso esercizio, quando era negativo per 9,2 milioni di euro; l’impatto dell’Ifrs 16 nel trimestre in esame è stato pari a 1,8 milioni rispetto al dato registrato nell’analogo trimestre dell’esercizio precedente pari a 1,9 milioni di euro. Il risultato prima delle imposte è negativo per 20,2 milioni di euro, rispetto ad un valore negativo per 12,4 milioni di euro nell’analogo periodo del 2019.

“In un quadro che rimane estremamente mutevole ed incerto - si spiega in una nota - , la Società ha avviato ulteriori azioni di riduzione dei costi che, unitamente all’impatto derivante dalla probabile riduzione dei canoni di locazione dei quartieri fieristici di Rho e di Milano, ed oggetto di negoziazione con la Fondazione Fiera Milano, consentono di contribuire positivamente alla formazione del risultato d’esercizio per l’anno in corso. La Società sta lavorando alla predisposizione di un nuovo piano industriale al fine di adattare il proprio percorso di crescita e di sviluppo al un mutato contesto e di poter competere con successo nel New Normal. Il Piano sarà presentato al mercato all’inizio del 2021”. Con l’obiettivo, come operatore di riferimento a livello nazionale e internazionale, di continuare a “mettere in campo tutte le azioni volte a supportare la crescita e l’internazionalizzazione delle imprese”.

Il settore fieristico-congressuale è stato uno dei comparti più coinvolti nella crisi causata dalla pandemia di Covid-19 e i risultati nel corso del terzo trimestre e nell’arco dei primi nove mesi “sono stati fortemente condizionati della prolungata sospensione delle manifestazioni fieristiche e degli eventi congressuali e riflettono, in larga misura, l’attività svolta nei mesi di gennaio, febbraio e settembre 2020. Il raffronto con l’analogo periodo dello scorso anno è inoltre penalizzato da un calendario fieristico meno favorevole dovuto all’assenza delle manifestazioni biennali (Tuttofood, Transpotec Logitec e Made Expo). In un contesto particolarmente sfidante e condizionato da una marcata contrazione dei ricavi”. A pesare anche la cancellazione di importanti manifestazioni come il Salone del Mobile.Milano, Mido, Mostra Convegno Expocomfort.

Con Milano Unica, l’8 e il 9 settembre scorso, Fiera Milano è stata la prima fiera italiana, e tra le prime in Europa, a ripartire con gli eventi fisici in presenza dando un importante segnale di fiducia e di supporto alle imprese dopo il periodo di lockdown, anche grazie alla nuova infrastruttura tecnologica che si fonda sugli investimenti realizzati in ambito Smart District, Digital Signage e Fiera Milano Platform. “Quest’ultima rappresenterà uno strumento di business sempre più importante in chiave strategica consentendo lo sviluppo di format ibridi di manifestazione , ampliando l’offerta dei servizi disponibili in favore dei vari attori fieristici. La piattaforma pone il cliente al centro ed è in grado di migliorare la sua esperienza, attrarlo e fidelizzarlo, contribuendo al rafforzamento della customer-experience e alla creazione di community per ogni filiera di riferimento”.

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