Fine di un'era alla Cgil: "Contrordine compagni, lavorate il primo maggio"

Tensione alla Scala di Milano: a rischio la Turandot che va in scena proprio il primo maggio, in occasione della giornata di inaugurazione di Expo 2015

Fine di un'era alla Cgil: "Contrordine compagni, lavorate il primo maggio"

Contrordine compagni, si lavora anche il primo maggio. Quello che ormai per molti è un'ovvietà, per la Cgil è una vera e propria svolta. Dopo anni di battaglie perché i negozi rimangano chiusi il primo maggio, il sindacato sembra pronto a fare un passo indietro. Il segnale è stato dato al Teatro alla Scala di Milano dove il primo maggio, in occasione della giornata di inaugurazione dell'Expo 2015, andrà in scena la Turandot.

"Sarebbe un grave errore non consentire l’apertura del sipario il primo maggio. È un danno per i lavoratori del mondo della cultura. Data l’eccezionalità dell’evento, abbiamo invitato tutti i lavoratori della Scala a lavorare, a partire dai nostri delegati e iscritti". La Cgil mira a fare chiarezza sulla posizione del sindacato in merito alla rappresentazione della Turandot al Teatro alla Scala. Rappresentazione che cade proprio nella giornata di inaugurazione dell'Esposizione universale. Il segretario generale di Slc Cgil Milano Paolo Puglisi ha precisato che il sindacato ha anche "proposto di dedicare la rappresentazione ai morti sul lavoro, proprio al fine di valorizzare la festa del primo maggio".

L’appello di Puglisi è solo l'ultimo di una lunga serie. Anche Susanna Camusso si era espressa in questa direzione. Ma rischia di non avere più effetto, in quanto i lavoratori del Piermarini dovevano decidere entro il 31 gennaio se lavorare per la Turandot. La loro adesione, o meno, è stata già comunicata al Teatro, che adesso sta valutando in base ai numeri, cosa fare, se si riescono a formare le squadre di tecnici per portare in scena l’opera.

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