La gru più grande d'Europa posa il ponte ciclopedonale

La passerella collega Varesine e Porta Garibaldi: «Ricostruito un tessuto urbano da Brera all’Isola»

La gru più grande d'Europa posa il ponte ciclopedonale

Uno spettacolo di tecnica e ingegneria tra le 14 e le 15 di ieri in via Melchiorre Gioia ha tenuto parecchi milanesi con il naso all'insù.

Dopo quattro giorni di traffico bloccato per preparare la straordinaria operazione, le 500 tonnellate della gru («tralicciata») più grande d'Europa sono state governate con precisione «micrometrica» dal manovratore, grazie al computer installato in cabina per il comando elettronico. Una straordinaria abilità, perché appese al braccio alto 45 metri (anzi, per la precisione, allo «sbraccio bozzello di tiro»), c'erano le altre 400 tonnellate della passerella da piazzare al suo posto. Una metà del tratto sospeso che scavalcando Melchiorre Gioia va a completare il percorso ciclopedonale da Piazza della Repubblica alla Stazione Garibaldi, collegando Porta Nuova Varesine a Porta Nuova Garibaldi attraverso i 160mila metri di aree verdi e pedonali griffati Hines.

Per il trasporto dei due tratti di passerella progettata da Arup Italia e realizzata dall'impresa Omba, sono stati impiegati due convogli di 70 metri a undici assi con motrici in testa e in coda. Un tragitto di due giorni da Vicenza al centro di Milano percorso tutto di notte e risolvendo problemi tecnici enormi come il Seveso che scorrendo sotto il terreno rischiava di far sprofondare la sede stradale sotto i dei «conci» di 34 metri ciascuno che ora sono stati saldati per comporre la passerella. Per la quale è stata studiata un'apposita illuminazione che la renderà apprezzabile anche di notte.

«Così - si legge in una nota - si ricompongono alcuni quartieri storici della città creando un tessuto continuo con un percorso ciclopedonale di 720 metri che va da Brera al quartiere Isola, attraverso l'estensione di Corso Como progettata dagli architetti messicani Munoz e Albin, la piazza Gae Aulenti disegnata da Cesar Pelli e il parco dell'architetto olandese Peter Blaisse fino al Bosco verticale di Stefano Boaeri». Per il numero uno di Hines Italia Manfredi Catella «la dimostrazione di un grande progetto che si sta sviluppando anche con il cambiare delle amministrazioni cittadine».

Con il vicesindaco Ada Lucia De Cesaris presente ieri e che ha parlato di «un ulteriore passo in avanti per la realizzazione delle opere pubbliche nell'area di trasformazione di Porta Nuova». Annunciando che ad autunno «cominceranno anche i lavori di bonifica per la realizzazione del grande parco».

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