"Per i commercianti giù gli affitti comunali e incentivi fiscali"

Il candidato Bernardo ora chiede un piano per risollevare le imprese e aiutare i giovani

"Per i commercianti giù gli affitti comunali e incentivi fiscali"

Per aiutare i commercianti che hanno visto i loro bilanci finire in rosso per i troppi mesi di pandemia, servono «incentivi fiscali locali, Tari e tassa patrimoniale unica». A dirlo il candidato sindaco del centrodestra Luca Bernardo dopo averli incontrati al Corvetto. Ma oltre a questo, ha aggiunto, è necessario «andare a ricontrattare gli affitti delle molte abitazioni e palazzi comunali per incentivare i giovani ad aprire nuovi locali e nuove attività». Un tema, quello dei contratti da rivedere con Palazzo Marino più volte affrontato, ma senza mi trovare la giunta Sala disponibile e venire incontro alle richieste. Per questo ora Bernardo propone una serie di misure da mettere in campo per consentire ai piccoli imprenditori di potersi rialzare dopo i devastanti effetti del lockdown. «Bisogna pensare a un fondo per i piccoli commercianti, per le piccole imprese, per coloro che hanno negozi che devono essere aiutati a uscire dal Covid. Ma anche telecamere e presidi della polizia locale per combattere l'abusivismo con le necessarie regole e con l'attività delle nostre forze dell'ordine».

Per quanto riguarda i Municipi, «devono diventare le nove piccole Milano collegate alla grande Milano e alla città metropolitana e devono avere dei poteri, che io chiamo positivi e del bene, e devono poter decidere direttamente senza dover tornare al centro ogni volta a chiedere», ha poi spiegato sempre ieri a margine di un incontro con i cittadini di viale Molise 64. Dare più potere ai municipi «è importantissimo e fondamentale, sono le sentinelle, i primi ascoltatori e i primi risolutori dei problemi dei commercianti, degli esercenti e dei residenti».

E, a proposito dei servizi da offrire ai milanesi, un altro tema da affrontare al più presto è quello dello smart working. «La questione è di fondamentale importanza e non è più rinviabile - assicura - L'amministrazione uscente come intende affrontare l'eventuale nuovo ricorso al lavoro da casa dei dipendenti pubblici? Perché dopo un anno e mezzo ancora non è stata svolta un'accurata indagine? Me lo domando perché parliamo di 14mila dipendenti comunali la cui attività incide direttamente sulla quotidianità dei cittadini». Troppi i problemi incontrati per ottenere un semplice certificato, oppure per districarsi nei labirinti di una burocrazia che diventa sempre più inaffrontabile per chiunque voglia aprire o gestire un'attività commerciale o affrontare una pratica. Magari edilizia. «Prima e lo dico da candidato sindaco ma soprattutto da medico, di fronte a scelte così importanti bisogna effettuare una radiografia, basarsi su evidenze scientifiche e non affidarsi alle sensazioni del momento o peggio ancora a interessi terzi. Solo a quel punto è possibile intervenire con cognizione di causa. Serve conoscere alla svelta i risultati del lavoro da remoto e sulla base di questi dati stabilire cosa ha funzionato e cosa meno». Senza dimenticare la cyber-sicurezza e la formazione di funzionari e utenti.

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