Influenza, presi d'assalto i pronto soccorso 5mila accessi in 24 ore

Boom di bambini sotto i 5 anni e anziani L'assessore Gallera: «È possibile vaccinarsi»

È assalto ai pronto soccorso della città. Nelle ultime ventiquattro ore, cioè tra venerdì e sabato, si è registrato un boom di accessi ai reparti di emergenza urgenza generali e pediatrici. Tutti i nosocomi sono sovraffollati per l'arrivo dell'influenza, nelle sue forme più gravi si intende. Si parla di 5mila accessi registrati nelle strutture sanitarie del milanese rispetto alle 4300 presenze medie di un sabato qualsiasi. In particolare si contano 330 pazienti al Policlinico, di cui 200 all'Emergenza urgenza rispetto a una media di 160, 90 alla clinica pediatrica De Marchi su una media di 70 bimbi al giorno e 60 in Mangiagalli. Tradotto: si parla di un 10 per cento in più in generale, con un incrementi specifico del 20 per cento per la pediatria. Ma si contano oltre 300 accessi anche all'ospedale Niguarda, oltre 200 al pronto soccorso del San Carlo e altrettanti al San Paolo, 250 al San Gerardo di Monza e circa 200 al San Raffaele. Non solo, per quanto riguarda le emergenze pediatriche si contano 90 accessi al pronto soccorso del Buzzi e 70 alla Macedonio Melloni.

La colpa è della sindrome influenzale che inizia a mietere «vittime», come di consueto in questa stagione. Ad essere colpiti maggiormente sono i bambini sotto i 5 anni tra i quali si registra un'incidenza pari a 9 casi su mille. «A dare inizio al contagio sono i bambini - spiega Basilio Tiso, direttore sanitario del Policlinico -. Le feste in famiglia, le vacanze e l'abitudine a frequentare luoghi affollati, ad esempio il cinema, favoriscono la diffusione dell'epidemia, con le sue complicanze. I pazienti più anziani, più deboli, con patologie pregresse preferiscono rivolgersi alle strutture ospedaliere, invece che al sostituto del proprio medico di base, assente o in ferie, con cui non si è costruito il rapporto di fiducia. C'è anche chi rimanda la visita o le cure durante le feste finché la patologia non si complica».

Una curiosità: tra gli accessi in via Francesco Sforza molti sono al pronto soccorso dermatologico: «A volte quando si mangia troppo o si consumano cibi che non rientrano nella nostra dieta quotidiana - spiega Tiso - possono manifestarsi rush cutanei o irritazioni della pelle, che suscitano preoccupazione».

Ma nemmeno con l'influenza si scherza: secondo i dati dell'Iss da ottobre al 18 dicembre sono stati segnalati 6 casi gravi di sindrome influenzale in Italia, di cui 2 hanno portato al decesso. Di questi uno in Lombardia, sfociato fortunatamente nella guarigione del paziente. Si tratta comunque di soggetti a rischio perché affetti da diabete, tumori, malattie cardiovascolari, malattie respiratorie croniche, obesità.

La Regione, come ogni anno, ha predisposto un piano straordinario per l'emergenza: 4 milioni di euro di cui 1,4 solo per la città metropolitana di Milano per aumentare, fino al 30 marzo, il numero dei posti letto. «Un atto di attenzione specifico e particolare sottolinea il governatore Attilio Fontana soprattutto nei confronti dei cittadini più fragili, per i quali una semplice influenza potrebbe determinare conseguenze più serie». «Lo stanziamento straordinario è destinato alle strutture di Pronto soccorso spiega l'assessore lombardo al Welfare Giulio Gallera e garantisce la possibilità di accogliere un maggior numero di pazienti in stato di ricovero nei vari reparti o di osservazione temporanea. Una risposta concreta al rischio di sovraffollamento delle corsie. È importante ricordare che è ancora possibile vaccinarsi: lo scorso anno il picco si è registrato all'ultima settimana di gennaio, con punte di 16 malati ogni mille abitanti».

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