Gli islamici del Pd tifano jihad. Ma Sala non prende le distanze

Pizzicata a celebrare il jihad su Facebook, la madre di Sumaya Abdel Qader cancella tutto. Non è l'unica a farlo, però. Ma Sala non prende posizione

Gli islamici del Pd tifano jihad. Ma Sala non prende le distanze

Una quantità impressionante di immagini, molte delle quali con tanto di commenti, che esaltano la “resistenza islamista” di Hamas. Foto di jihadisti armati e incappucciati, membri delle brigate Ezzedin al- Kassam, altre foto di bare israeliane. Invocazioni alla punizione divina nei confronti dei traditori. Immagini celebrative di tre terroristi, uno dei quali organizzatore del sequestro di Gilad Shalit. Immancabili poi le foto di Ismail Haniyeh, Khaled Meeshal e Raed Salah, vertici di Hamas. Tutto ciò compariva nella galleria foto del profilo Facebook di Zubayda khalil, madre della candidata Pd nelle liste di Beppe Sala, Sumaya Abdel Qader (guarda la gallery).

Nel pomeriggio di ieri però, dopo che Il Giornale portava a galla la faccenda con tanto di galleria immagini, le foto sparivano dal profilo della mamma di Sumaya, sia la collezione del jihad che quelle con la famiglia.

Una mossa che non sorprende, visto che anche il profilo Facebook del marito di Zubayda Khalil, Mohammed Abdel Qader, aveva subito le stesse misure dopo che a fine maggio era emersa una sua foto, allora disponibile sul profilo, dove l’imam stringeva la mano all’ex presidente islamista, Mohamed Morsi durante un incontro formale. Non mancavano inoltre i commenti di persone che mettevano in evidenza la somiglianza tra i due. Mohammed Abdel Qader compariva poi in altre foto dove teneva in mano manifesti di Morsi. Dopo che i giornali mettevano in evidenza la cosa, il profilo veniva “ripulito” e le foto in questione non erano più visibili. Oggi ce n’è una dove stringe la mano a Giovanni Paolo II e chissà cosa avrebbe pensato il Santo Padre delle foto pubblicate dalla moglie.

Le dinamiche sono sempre le stesse, si viene presi in castagna e si provvede a far sparire gli elementi quando oramai sono però stati acquisiti e disponibili. Una mossa elementare, impulsiva, inutile se non controproducente perché non fa altro che alimentare ulteriori dubbi e sospetti tra chi è già perplesso al riguardo.

Del resto le contraddizioni erano emerse fin dall’inizio della candidatura di Sumaya Abdel Qader, quando in un pezzo de Il Giorno la candidata del Pd dichiarava "non mi risulta che nel Caim vi siano persone vicine alla Fratellanza".

Sumaya veniva però smentita, non soltanto da immagini e video di esponenti del direttivo Caim, come Davide Piccardo e Omar Jibril, a manifestazioni a favore di Mohamed Morsi e dei Fratelli Musulmani egiziani, ma anche da altre immagini che ritraevano Ahmed Abdel Aziz, il responsabile relazioni interne del Caim, all’interno della sede dell’Alleanza Islamica d’Italia (inserita nella lista nera degli Emirati Arabi per legami con i Fratelli), assieme a suo fratello Omar, con Salah Sultan, elemento legato all’ex governo islamista di Mohamed Morsi come segretario generale del consiglio supremo per gli affari islamici, segnalato in più occasioni per le sue visioni radicali e per le sue dichiarazioni anti-cristiane e anti-ebraiche, tanto che, secondo quanto dichiarato dalla Global Muslim Brotherhood Daily Watch, il governo americano avrebbe sospeso le procedure per il conferimento della cittadinanza statunitense. Omar Abdel Aziz, fratello di Ahmed, veniva poi fotografato nell’estate del 2013 assieme a Sultan sul palco dei Fratelli a Rabaa al- Adawiyya, al Cairo, durante le manifestazioni in favore di Mohamed Morsi.

Non si può inoltre non citare la foto del marito e del suocero di Sumaya (quest’ultimo presidente del Caim e del Waqf al-Islami) assieme al leader storico della Fratellanza tunisina, Rachid Ghannouchi.

Sumaya affermava poi : “Fioe e Femyso non fanno parte dei Fratelli Musulmani in nessun modo. Che giudizio do dei Fratelli Musulmani? È una realtà complessa che sto studiando da sociologa”.

Anche qui la candidata in lista con Beppe Sala veniva smentita sia dall’arabista esperta di Islam, Valentina Colombo, che illustrava come la Fioe è l’istituzione che in Europa rappresenta e raccoglie le organizzazioni che sono legate all’ideologia della Fratellanza Musulmana. La prova sta nel fatto che ogni comunicato della Fioe compare regolarmente nella ‘Lettera dei Fratelli Musulmani’, pubblicata in arabo ogni venerdì a Londra. La Femyso è la corrispondente giovanile della Fioe.

Del resto fu lo stesso Ibrahim Munir, vice-Guida Suprema dei Fratelli Musulmani in Europa, in un’intervista del 2014 a un quotidiano egiziano a confermare come la Fioe fosse la principale espressione della Fratellanza in Europa: "il nostro metodo in Europa è rappresentato da una struttura indipendente, che si chiama Fioe".

Anche il Prof. Massimo Campanini, islamologo e di certo non islamofobo o avverso alla Fratellanza, forniva un parere piuttosto chiaro nel medesimo pezzo del Giorno: "La Fioe non è certamente un’associazione completamente diversa dai Fratelli Musulmani, gravitava in quell’universo, ma è un’organizzazione che si è trasformata molto nel corso degli anni…". E ancora: "Conosco Somaya da 30 anni, è stata una delle mie prime allieve. Può essere ricondotta all’orizzonte dei Fratelli Musulmani, ma non è persona di cui non ci si possa fidare".

Nel frattempo emergevano post del marito di Sumaya, Abdallah Kabakebbji, dove elogiava Hamas e definiva Israele un errore storico, politico e una truffa, aggiungendo: “In caso di errore che crea danno sai cosa si fa a casa mia? Ctrl + alt+canc”. Una volta emersa la questione Abdallah si giustificava dicendo che intendeva resettare e non cancellare.

Nel complesso è chiaro come fin dall’inizio la campagna di Sumaya Abdel Qader sia partita molto male, con affermazioni discutibili alla quale non ha mai fornito ulteriori spiegazioni dopo essere stata smentita.

Sumaya non ha mai fornito una posizione chiara su questioni come l’omosessualità, i matrimoni gay, le pene corporali previste dalla sharia e non ha mai fornito un suo punto di vista su questioni legate a Hamas, Morsi ed Erdogan, che sembrano invece essere molto in voga in famiglia.

Anzi, Sumaya in generale non si è proprio sentita, è rimasta un fantasma. In tv comparivano i suoi genitori ma non lei e sono in molti a chiedersi il perché.

Del resto neanche Beppe Sala e Pier Franceso Majorino hanno mai fornito spiegazioni esaustive sull’imbarazzante entourage che circonda Sumaya e neanche sulla presenza di Sameh Meligy, egiziano legato a quell'Alleanza Islamica messa al bando dagli Emirati Arabi con l’accusa di estremismo e fotografato assieme al predicatore antisemita Tarek al-Swaidan.

Meligy era inizialmente candidato in zona 4 sempre col Pd ma la candidatura veniva ritirata dopo lo "scandalo" Swaidan. L’ex candidato veniva immortalato una prima volta con Sala e pochi giorni fa a un volantinaggio sempre a favore del candidato sindaco Pd assieme a Majorino e Sumaya.

Se Beppe Sala pensa di dialogare con i “musulmani” in questo modo, è decisamente fuori strada perché sta interagendo con una branca dell’Islam politico nella quale gran parte dei musulmani non si riconoscono. La questione va ormai avanti da settimane, con aspetti sempre più controversi e nonostante ciò nel PD milanese regna il silenzio. Si attendono chiarimenti.

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