"L'influenza ha ridotto le scorte di sangue, servono più donatori"

L'inverno ha messo a dura prova il fabbisogno. Così la Lombardia supporta le altre regioni

Era l'inverno di un anno fa quando dagli ospedali milanesi fu lanciato l'appello di un'emergenza sangue che costringeva la sospensione degli interventi chirurgici procrastinabili. Un allarme inquietante che ha rischiato di ripetersi in quest'inizio d'anno a causa del protrarsi delle epidemie influenzali che ha ridotto il numero delle donazioni e dell'incidenza di fratture invernali che, soprattutto negli anziani, necessitano di trasfusioni. Per non parlare delle complicanze dovute alle polmoniti. È stato anche questo un inverno difficile, e si è evitato il blocco delle sale operatorie solo grazie alle scorte di sangue raccolte soprattutto dal Centro Trasfusionale del Policlinico di Milano che supporta anche gli altri ospedali lombardi. «Il fabbisogno nazionale è di circa due milioni di unità di sangue all'anno che serve a soddisfare sia le emergenze, sia gli interventi chirurgici, sia la cura di patologie croniche che dipendono da trasfusioni periodiche, come nel caso delle anemie e delle malattie midollari» sottolinea il dottor Daniele Prati, direttore del Centro Trasfusionale del Policlinico. «Nel complesso in Italia se ne raccoglie molto meno ma qui, salvo casi eccezionali, riusciamo ad essere autosufficienti grazie ad un'associazione ospedaliera nata nel 1974 e organizzata per fare fronte anche ai periodi difficili come questo». Un'associazione, quella degli Amici del Policlinico e della Mangiagalli, che ha fidelizzato ad oggi una popolazione di circa trentamila donatori. «Sembrano tanti ma così non è - dice Prati - perchè oggi le norme sui prelievi sono più restrittive che in passato e l'aumento dei viaggi, spesso anche in Paesi a rischio, può rendere non idonei i donatori per lungo tempo».

Alcuni periodi dell'anno risultano più critici di altri; non solo quello invernale ma anche quelli a ridosso delle vacanze. «È la ragione per cui dobbiamo provvedere tutto l'anno a rinforzare le scorte - dice Prati - Quando si parla di sangue dobbiamo considerare che questo viene scomposto in globuli rossi, piastrine e plasma, buona parte del quale viene mandato alle industrie farmaceutiche per la produzione di emoderivati. C'è poi il grosso problema dei fenotipi rari, un tema su cui il Policlinico è un'eccellenza nazionale perchè proprio qui ha sede la banca regionale del sangue raro che viene ovviamente congelato». La carenza di sangue può aggravarsi anche a causa di epidemie stagionali. «Lo scorso anno vi fu un'emergenza nazionale dovuta alla presenza del West Nile virus portatore di encefaliti e trasmissibile attraverso le zanzare; così come nel caso del virus Chikungunya riscontrato nelle zone di Roma e Latina. Se in regioni ad alta densità come il Lazio si bloccano le donazioni per ragioni di sicurezza, tocca alla Lombardia colmare il fabbisogno». Lombardia che già normalmente supporta altre Regioni come la Sardegna, una zona ad alta incidenza di anemia mediterranea. «I donatori vanno incentivati, a cominciare dalle scuole - dice Prati - L'Associazione del Policlinico, dal canto suo, ha sviluppato un programma che prevede un follow up continuo dei suoi donatori, garantendo esami di laboratorio e check medici gratuiti. Il messaggio è: donare sangue fa bene al prossimo e conviene».

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