«Il miracolo della cena»: parla Fernanda Wittgens

L'attrice Sonia Bergamasco dà voce ai testi della storica dell'arte che «salvò» l'affresco

Massimo Colombo

Sarà un monologo fuori dall'ordinario quello che l'attrice milanese Sonia Bergamasco terrà al Cenacolo Vinciano martedì sera, per celebrare Fernanda Wittgens, storica dell'arte e prima donna soprintendente alle Gallerie di Milano, che durante e dopo la II guerra mondiale condusse una vera e propria crociata per salvare e salvaguardare alcune tra le maggiori opere d'arte della città, «Ultima cena» di Leonardo in primis.

Lo spettacolo, titolato «Il miracolo della cena», nato da un'idea di Sergio Escobar, direttore del Piccolo e Chiara Rostagno, direttore del Cenacolo Vinciano, dopo una doppia rappresentazione al refettorio di Santa Maria delle Grazie - su inviti la prima e destinata ai giovani delle accademie d'arte milanesi la seconda - sarà ripresa mercoledì 26 (ore 20.30) e giovedì 27 settembre (ore 19.30, biglietti euro 18/15, info: www.piccoloteatro.org) al Teatro Grassi, aprendo di fatto la stagione del Piccolo.

Per la regia di Marco Rampoldi, Sonia Bergamasco sarà chiamata a far rivivere Fernanda Wittgens attraverso la lettura dei suoi scritti, tra appunti e note, che ripercorrono, in un percorso di grande impatto emotivo, la storia di una donna simbolo che, nata a Milano nel 1903, ha fatto della salvezza dei monumenti dalla tragedia della guerra la sua ragione di vita.

«Questo non è né un progetto né un evento spiega Sergio Escobar ma piuttosto un atto di teatro profondo. Attraverso materiale inedito, abbiamo pensato fosse giusto riportare le parole della Wittgens proprio dentro il Cenacolo: certamente il modo migliore e più vero per svelare l'intreccio indissolubile tra la difesa delle vite umane e la difesa delle opere d'arte, che per lei erano una cosa sola».

«Non è la prima volta che si leggono testi al Cenacolo, ma certo non è una consuetudine sottolinea Chiara Rostagno . Ma la riproposizione delle note di Fernanda Wittgens è qualcosa di speciale: un'altra storia memorabile che lambisce queste pareti e riafferma il valore di un'opera grandiosa che vive da mezzo millennio come una creatura animata e pulsante. Un altro modo, assolutamente coerente, di celebrare i 500 anni dalla morte del genio di Vinci».

«Come gran parte dei ragazzi milanesi anch'io, negli anni della scuola, ho visitato il Cenacolo ricorda Sonia Bergamasco -. Rivederlo oggi, in un'ottica completamente diversa, e riviverlo attraverso la intangibile bellezza delle parole della Wittgens è un'esperienza assolutamente unica e irripetibile. È giusto che lo spettacolo sia solo una voce nella penombra: il modo migliore per riscoprire dal di dentro quell'opera suprema».

«Raccontiamo così, attraverso una testimonianza viva e diretta, una Milano aggredita e ferita dalla follia della guerra conclude Marco Rampoldi -.

Il racconto è diviso in due parti: prima e dopo la guerra, quando la Wittgens andrà a bussare alla porta degli allora sindaci - Greppi prima e Ferrari poi - trovando la giusta sensibilità e considerazione per procedere nella sua incredibile avventura: il miracolo della cena appunto».

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