Rispetto per i marò, non sono il demonio

IL COMMENTO La brutta figura di Pisapia. La cecità ideologica della sinistra ha negato un poster ai nostri militari. Ma loro rischiano la pelle

Rispetto per i marò, non sono il demonio

La battaglia che la giunta di sinistra ha impegnato per strumentalizzare la vicenda dei nostri marò si è conclusa con un nulla di fatto. L’idea originaria della maggioranza di esporre un «totem» sotto i portici di Palazzo Marino ha dovuto cedere di fronte alla resistenza, e all’attacco, del Pdl che è riuscito a trovare e a imporre un’altra soluzione: fuori da Palazzo Marino ci sarà un pannello con la scritta: «Salviamo i nostri marò».
Non è stato un bello scontro. Da lontano, dai tempi del Comintern e del Cominform sono scaturiti i veri «totem» che la maggioranza di Pisapia contiene nel suo Dna politico.
I «totem» di un antimilitarismo istintivo e tenace che Pisapia e i suoi spargono a piene mani tutte le volte che se ne presenti l’occasione.
Intendiamoci, la giunta avrebbe potuto dichiarare apertamente il suo antimilitarismo per mantener fede alla propria visione del mondo. E sicuramente avrebbe fatto una miglior figura ma ha cercato una unanimità fasulla e a Milano impossibile. Tutte le volte che si parla di militari le sinistre storcono il muso e si aspettano che tutti le seguano sulla strada della denigrazione e della condanna.
Ma, ripetiamo tutto questo a Milano non è possibile, come non è possibile nell’intero Paese. Le forze armate sono diventate ormai motivo di orgoglio e cemento di solidarietà, sia che intervengano per una calamità, sia che difendano la pace e la sicurezza in diverse parti del mondo.
I nostri due marò difendevano la comune sicurezza nella repressione della pirateria e per questo hanno rischiato la vita, e non è un modo di dire. Ma proprio per questo non meritano di marcire in un prigione indiana. E’ presto per dire se il governo attuale abbia usato tutti i mezzi a sua disposizione per ottenere la liberazione dei due fanti di marina, ma fin d’ora appare chiaro che da parte delle autorità indiane ci sono state una forzatura e una strumentalizzazione. Vedremo. La situazione politica è un po’ confusa: il Pd, ad esempio, a Roma sostiene il governo e solidarizza coi nostri militari; a Milano tiene bordone alla giunta Pisapia.
Ad ogni modo, i «totem» antimilitaristi che la sinistra cova nelle sue viscere le impediscono una corretta lettura della realtà.
C’è poco da fare. L’ideologia impedisce a chi ne abusa la corretta visione del modo e della società italiana. I militari non sono il demonio che le sinistre evocano, sono un’espressione della società nazionale. La cecità ideologica vieta alle sinistre di capire che l’Italia è una media potenza regionale, che ha degli obblighi nei confronti dei partner internazionali. Per questo siamo impegnati nella lotta contro il terrorismo e nel garantire la sicurezza sui mari. Pisapia e i suoi tutto questo non lo sanno, ma i nostri soldati continueranno a fare la loro parte come strumento di una politica estera pacifica, ma, all’occorrenza ferma.

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