Sassi lanciati dal ponte sulla strada per colpire macchine e passanti

«Gioco» pericoloso di due bambini, interviene la polizia

Criminali in erba in azione a Milano. Mercoledì sera alcuni automobilisti e centauri sono finiti nel mirino di un gruppetto di ragazzini, che si sono divertiti a lanciare pietre dal ponticello che domina dall'alto la Stazione Garibaldi.

È accaduto in pochi minuti. Il gioco pericolosissimo avrebbe potuto causare danni peggiori, perché erano da poco passate le 20 e la strada era affollata di gente che tornava a casa. Tra loro anche Marco, commerciante noto in zona, che ha condiviso lo sfortunato evento con Paolo e Mauro, due motociclisti che come lui stanno andando da Brera all'Isola.

«È una storia assurda - racconta Marco - avevo chiuso il negozio e stavo tornando a casa sopra un'Ape Piaggio. A un certo punto ho visto il motociclista che mi precedeva sbandare all'improvviso, perdere il controllo della sua moto enduro. Ho frenato per capire cosa stesse accadendo e un istante dopo ho sentito un rumore sordo, di qualcosa che aveva colpito l'Ape». Marco vuole scendere per capire cosa accade, vedere i danni alla sua vettura e soccorrere il poveretto davanti, centrato sulla parte anteriore del casco. Ma sente un centauro dietro che grida: «Attento, attento, stanno lanciando sassi dall'alto». Quest'ultimo in moto corre per fermare i teppisti, seguito dall'automobilista e dall'altro sull'enduro.

Quando arrivano i tre con grande sorpresa si trovavo davanti un ragazzino di dieci anni con grosse pietre in mano. «Non è colpa mia ma del mio amichetto che è fuggito: ha colpito già una decina di macchine», scoppia a piangere il ragazzino.

I tre malcapitati gli impongono di chiamare la madre. Ma il cellulare risulta è staccato, così chiamano il 112. Una pattuglia della polizia arriva sul posto e registra tutto, danni compresi. Quando gli agenti rintracciano la donna, però, rimangono anche loro senza parole. «La mamma del bambino, invece di sgridarlo, spiegandogli che avrebbe potuto causare una tragedia - raccontano Marco, Mauro e Paolo - minimizza. Le si avvicina poi un'amica a darle man forte. Scopriamo dopo che era la madre dell'altro vandalo, che nel frattempo fa per avvicinarsi. Ma la mamma grida fuggi, fuggi. E lui scompare. È una vergogna, sporgeremo denuncia».

TPa

Commenti

Happy1937

Mar, 28/01/2020 - 09:37

Una bella condanna alle due sciagurate Madri.

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navigatore

Mar, 28/01/2020 - 09:58

questi sono genitori G1 ed forse G2/3/4 ????nipoti del 68..

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tox-23

Mar, 28/01/2020 - 10:52

Ma in quale altra città, in pieno centro, fanno delle cose del genere ? :O