Se nell'opera rossiniana c'è Oriana

In scena «L'Italiana in Algeri». Aliverta: «Un omaggio alla Fallaci»

Luca Pavanel

C'è anche chi immagina un'opera diversa. E la propone come «suo» discorso. Che diventa alternativa alle scene e alle trame realizzate nelle grandi sale. È il caso del regista Gianmaria Aliverta, personaggio in ascesa con una lirica diversa, per valorizzare pure i giovani. Ora il maestro porta a teatro una vicenda rossiniana ambientata nel Medio Oriente di oggi, dove in forma «romanzata» si sfidano i potenti. E accanto a questo c'è un ricordo omaggio alla figura della giornalista Oriana Fallaci. Già, proprio così.

Samo allo Spazio Teatro 89 con il secondo appuntamento della stagione, curato da «VoceAllOpera». Oggi alle 20 e domani alle ore 16, in via Fratelli Zoia 89 va in scena «L'Italiana in Algeri», lavoro in due atti di Gioachino Rossini, su libretto di Angelo Anelli. Stendhal la definì «una follia organizzata e completa».

L'opera lirica è tratta da una storia vera, è un concentrato di vitalità e narra le vicende di Isabella, una donna italiana dal forte carattere, in grado di far scricchiolare un mondo arabo dominato da uomini dispotici e promiscui. Dietro all'aspetto buffo e al tempo stesso divertente si nascondono tematiche forti come la discriminazione di genere e il maschilismo. La regia è affidata appunto ad Aliverta, direttore artistico di «VoceAllOpera», che ha scelto di collocarla in un tempo intermedio tra futuro e passato, prendendo le mosse dagli ultimi (ed ennesimi) segnali d'insofferenza tra Stati Uniti e Medio Oriente:

«Ho immaginato un'Algeri conquistata dagli americani, come tutto il continente africano, e Mustafà, il Bey della città, come un sostenitore talmente sfegatato di Trump da scimmiottarne gli atteggiamenti, compreso quello irrispettoso nei confronti delle donne - afferma - La misoginia importata dal presidente americano, unita a quella locale, darà il via a un vortice demenziale di diktat e divieti».

In questo contesto irrompe Isabella nei panni della scrittrice, una delle poche giornaliste che nella sua carriera ha intervistato personaggi che hanno fatto la storia. «Ho voluto tributare un omaggio al lavoro della Fallaci, svolto in un'epoca - continua - in cui era molto difficile farlo da donna». Ai momenti buffi si alternano scene toccanti e intensamente liriche, soprattutto quando Isabella ripensa con commozione alla sua patria. Il maestro Marco Alibrando (classe 1987), grande conoscitore e appassionato di Rossini, che nel 2016 ha diretto «Duetti Amorosi» al Rossini Opera Festival di Pesaro e nel 2012 l'«Adina» al Festival Rossini in Wildbad, dirigerà un organico orchestrale composto dalla Civica Orchestra di Fiati di Milano e dall'Ensemble d'archi di VoceAllOpera. Largo ai giovani grazie ad Aliverta: il cast de «L'Italiana» è formato da promesse vocali, con un'età compresa fra i 20 e i 30 anni.