A Sesto San Giovanni arrivano i militari: finita l'era del buonismo

Operazione congiunta di militari e poliziotti. Presidieranno la stazione e le piazze della città Il sindaco Di Stefano: "La sinistra si era sempre opposta"

A Sesto San Giovanni arrivano i militari: finita l'era del buonismo

È finito il buonismo della sinistra. E nella ex Stalingrado d'Italia, dopo il secco "no" all'apertura della maxi moschea, arrivano i militari dell'operazione "Strade sicure". Operazione, quella sostenuta dal sindaco Roberto Di Stefano, che è tesa a riportare sicurezza e legalità a Sesto San Giovanni dopo che la sinistra al governo ha lasciato l'intera città se stessa. "La città aspettava questo segnale da molti anni - ha commentato il primo cittadino - purtroppo una sinistra ideologica e lontana dalle esigenze dei cittadini si è sempre opposta, persino quando Milano ha attuato una scelta simile in diversi quartieri e punti sensibili".

I militari sono arrivati alle 7 in punto. La pattuglia dell'Esercito per la vigilanza dinamica, ventiquattr'ore al giorno per sette giorni alla settimana, è operativa d questa mattina. La pattuglia ha come presidio di base la stazione di Sesto. Lì era stato sorpreso e freddato, dopo uno scontro a fuoco con una pattuglia della polizia, Anis Amri, l'islamista che aveva falciato con un tir un mercatino di Natale a Berlino.

I militari si muoveranno su tre turni, anche nelle aree intorno alle fermate della metropolitana e in alcune piazze della città. "Ho voluto recarmi stamattina a salutare e ringraziare i soldati della pattuglia e i rappresentanti delle forze dell'ordine con cui collaboreranno nel presidio del territorio", ha commentato Di Stefano paludendo alla collaborazione tra l'Esercito e le forze dell'ordine nell'ambito del progetto "Strade Sicure". Per il sindaco è "particolarmente importante garantire un maggior presidio del territorio" con la presenza "visibile" degli agenti e dei militari.

Dopo l'ordinanza anti degrado e l'innalzamento dei controlli della polizia locale, l'amministrazione di centrodestra continua così sulla strada tracciata di maggior sicurezza in città. "La città aspettava questo segnale da molti anni - conclude Di Stefano - purtroppo una sinistra ideologica e lontana dalle esigenze dei cittadini si è sempre opposta, persino quando Milano ha attuato una scelta simile in diversi quartieri e punti sensibili".

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