Sindacati e antagonisti si radunano in piazza a Milano: "Assassini"

Nessun polverone viene sollevato stavolta dal centrosinistra, che aveva attaccato la manifestazione del 2 giugno indetta dalle opposizioni per gli assembramenti

Gli antagonisti tornano in piazza a Milano, prendendo parte ad una manifestazione indetta dalle sigle sindacali Adl e Si Cobas per protestare contro la gestione dell'emergenza Coronavirus in Lombardia. Dopo il gran polverone sollevato dal centrosinistra per la manifestazione del 2 giugno organizzata dalle opposizioni, per gli assembramenti quella di quest'oggi, evidentemente, sembra aver suscitato meno clamore tra i giallorossi.

A prendere parte al corteo, composto da 5mila partecipanti almeno secondo gli organizzatori, oltre un migliaio stando invece a quanto riportato da "La Stampa", anche alcune sigle di sinistra e antagoniste, quali il Partito dei Comitati di Appoggio alla Resistenza per il Comunismo (Carc), che aveva già annunciato la propria adesione alla protesta. Proprio gli stessi che avevano firmato e rivendicato l'oramai celebre murale con la scritta "Fontana assassino", realizzato in zona Crescenzago sul muro esterno di uno stabile. Una vicenda, quella, che aveva comportato come conseguenza l'apertura di un fascicolo alla sezione antiterrorismo della procura della Repubblica di Milano e l'assegnazione di una scorta al governatore della Lombardia. A riprova del clima pesante che si respira attorno alla figura di Fontana, proprio durante la scorsa notte è stato realizzato un altro murale in cui lo stesso presidente della Regione viene preso di mira insieme al primo cittadino di Milano: in un sottopasso di via Chiesa Rossa, infatti, si legge chiaramente: "Fontana assassino, Sala zerbino". Secondo gli inquirenti i responsabili sarebbero una ventina di giovani appartenenti a dei centri sociali della zona sud di Milano.

Proprio a causa di queste continue tensioni, la questura di Milano aveva ritenuto la manifestazione di oggi come un evento "a rischio", forse anche per quanto accaduto giorni fa sotto palazzo Lombardia, quando alcuni antagonisti senza autorizzazione erano venuti a contatto con le forze dell'ordine in tenuta antisommossa.

Il corteo odierno si è radunato in via Larga dinanzi alla sede di Assolombarda "per denunciare la collusione del governo con Confindustria", come dichiarato da alcuni rappresentanti sindacali e riportato da Agi. "Assassini, le vite valgono più dei vostri profitti", recita uno dei tanti striscioni esposti dai manifestanti, alcuni dei quali hanno ricevuto l'autorizzazione da parte delle forze dell'ordine di avvicinarsi alla sede dell'associazione degli industriali lombardi per "portare la protesta sotto le finestre del padronato".

Tra cori contro la Regione Lombardia e contro il governo, apostrofati con il termine "Assassini", i partecipanti al corteo si sono diretti verso piazza del Duomo, dove la manifestazione si è poi conclusa. "Distanziati ma uniti nel chiedere più fondi per lavoratori e disoccupati e più sicurezza sui luoghi di lavoro!", questo lo slogan degli organizzatori che si sono scagliati contro le politiche economiche del governo Conte.

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Commenti
Ritratto di anno56

anno56

Dom, 07/06/2020 - 10:09

Loro sono esseri superiori,depositari della verità e della democrazia,non sono rozzi e ignoranti come chi non la pensa come loro, a loro tutto è permesso dall'insulto,alle minacce alle manifestazioni cariche di odio.

RTRTRTRT

Dom, 07/06/2020 - 11:53

Il governo romano-meridionale ha mandato i sindacalisti, tutti a libro paga delle altre nazioni europee, per fomentare inutili polemiche, nella stgrategia generale governativa di bloccare l'economia del Nord Italia che fa concorrenza alle nazioni estere. I sindacalisti fanno i poliziotti cattivi, in realtà proteggono l'amichetto dei romani, il "leghista" varesino Fontana (un pò come Trump i cui sostenitori stanno fomentando gli scontri razziali per aiutarlo nella rielezione quando tutti gli elettori lo voteranno per riportare ordine), e attaccano il presidente di Confindutrsia Bonomi perchè difende imprenditori e industrie del Nord Italia, e quindi dà fastidio alle altre nazioni europee e ai burocrati romani e del sud, che hanno fatto il patto con la Merkel: fiunanziamenti a pioggia e a fondo perduto a roma e al sud, in cambio del blocco e incremento di tassazione sulle imprese del Nord Italia per togliergli competitività con le altre imprese europee.