Sindaco difende le moschee. Lite con la Lega sulle opere

Sala non molla: "Gli immigrati il nostro futuro". Ma il Pd buonista rischia un'altra batosta alle urne

Sindaco difende le moschee. Lite con la Lega sulle opere

Aaa cercasi leader del Pd? «Rinunciamo, non c'è». Ad alzare bandiera bianca è un non iscritto di peso come il sindaco di Milano che sul palco della Repubblica delle idee a Bologna prima di tutto ha ammesso: «Non me ne frega niente di chi sarà il segretario del partito, è la cosa che meno mi appassiona». Ma ha aggiunto subito che questa ricerca spasmodica è «inutile, oggi nessuno in Italia può essere leader del Pd, quindi rinunciamo. Non possiamo che essere un gruppo». In questi anni il partito «ha molto pagato l'egemonizzazione della presenza di Renzi ma in un mondo così complesso non funziona più il modello dell'uomo solo al comando». O piuttosto funziona solo per altri partiti. Alla vigilia di una tornata elettorale che si preannuncia una batosta per il centrosinistra - in Lombardia rischia di perde anche nella «roccaforte» di Cinisello Balsamo e nelle città capoluogo Brescia e Sondrio - Sala invita comunque a «non scimmiottare gli avversari, il Pd deve parlare la propria lingua e non strizzare nemmeno l'occhio ai moderati».

E certamente andando contro il neo ministro degli Interni Matteo Salvini e a un elettorato lombardo che è nettamente pro Lega e centrodestra (il risultato delle ultime Regionali difficilmente sarà smentito nei Comuni oggi al voto o domenica 24 ai ballottaggi), Sala torna a difendere il «piano delle attrezzature religiose», collegato al Pgt, che autorizzerà le prime sei moschee in città. In quattro casi si tratterà di luoghi di preghiera abusivi che saranno legittimati, altre due aree comunali saranno messe a bando, una in via Padova e l'altra all'interno del Parcheggio Trenno in via Novara. «Andate a vedere chi usa la metropolitana alle 5.30 del mattino, chi fa le iniezioni ai nostri anziani, chi lavora nelle cucine dei ristoranti milanesi - domanda in senso retorico -. Se a Milano vivono 70mila musulmani, stabiliamo delle regole ma devo dare loro il diritto di professare la loro fede. Non è buonismo ma pragmatismo, in gran parte lavorano e stanno costruendo la Milano del futuro, non me ne frega niente delle critiche». Apre anche all'ipotesi di destinare provvisoriamente agli islamici alcuni cinema dismessi: «Nel Pgt c'è la possibilità di adibire spazi di preghiera in specifici quartieri, quando gli ex cinema sono n spazi gestibili sono a favore».

Dal convegno dei Giovani imprenditori di Confindustria ieri a Rapallo il sindaco Sala innesca invece una lite a distanza con la Lega. «Non sto a gufare che questo governo Lega-M5S vada male - premette - ma li incalzerò ideologicamente e politicamente. Idee di decrescita felice non ci attraggono per nulla, Milano ha bisogno di sviluppo. E sulle infrastrutture aspetto al varco Salvini per capire se difenderà gli interessi del Nord da posizioni critiche dei grillini. Se il governo non finanzierà il prolungamento della metropolitana a Monza urlerò come un'aquila». Il segretario della Lega lombarda Paolo Grimoldi attacca: «Aspetta al varco Salvini? La sua defunta coalizione in 5 anni non ha fatto nulla per il Nord, e gli elettori lombardi hanno azzerato il Pd. Dobbiamo ricordargli le battaglie fatte solo dalla Lega nel più totale silenzio dell'allora ministro Delrio per autostrade come la Pedemontana».

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