Sport, musica e pc: i milanesi spendono un miliardo

E chi l’ha detto che i milanesi si imbruttiscono davanti alla tv, tra reality e talk show? Niente di più sbagliato. Piuttosto: lasciano telecomando e copertina sul divano ed escono per darsi alla cultura, allo svago di qualità. Tanto da investirci in tutto quasi un miliardo di euro: questa la spesa annua complessiva delle famiglie milanesi per cultura, tempo libero e giochi. Ovviamente, la media ridimensiona il livello degli interessi. Altrimenti i cinema d’essai registrerebbero sempre il tutto esaurito e nessuno di noi potrebbe vivere senza vedere almeno un paio di mostre alla settimana. Non è così, ma emerge comunque che ogni nucleo familiare spende 118,20 euro al mese per l’intrattenimento culturale, un po’ meno del passato quando la spesa era di 120,22 euro. La cifra va soprattutto ad alimentare la passione per lo sport (31,3 per cento), radio e tv (23,2 per cento), computer (11,4 per cento) e stampa (10,5 per cento). Significa che durante l’anno, una famiglia milanese spende sui 1.400 euro, il pari di uno stipendio medio, per abbonamenti a teatro e tv a pagamento o per connessioni e accessori per il pc. È quanto emerge dalle indagini della Camera di commercio di Milano sui consumi delle famiglie nel comune di Milano nel 2007-2008 e nel 2005-2006 e da un’elaborazione sui dati del registro delle imprese.
Entrando nelle specifico, si scopre che sono 21 i milioni di euro che i milanesi investono all’anno in cinema, teatro, concerti e musei. Tempo libero e cultura incidono per il 5 per cento sulle spese non alimentari delle famiglie milanesi, un costo che, in tempi difficili, spesso non è alla portata di tutte le tasche.
Crescono anche le imprese che si occupano di attività culturali a Milano e provincia, in crescita dell’11,7 per cento tra 2007 e 2008. Aumentano soprattutto i teatri e le sale da concerto (+12,8 per cento) e le produzioni cinematografiche (+10,6 per cento). Tra i settori culturali, a Milano pesa di più quello cinematografico con 1.065 imprese attive tra produzioni, distribuzioni e proiezioni, seguono i teatri e le sale da concerto con 53 attività, il 76,8 per cento del corrispondente totale lombardo (il 10,8 per cento del totale nazionale). Ecco, lo scenario si modificano: chiudono le piccole sale di proiezione ed aprono i multisala super forniti. Ma sempre di cinema si tratta. Guardando alla dinamica delle iscrizioni, nel settore della cultura nel 2008 in provincia di Milano si contano 72 nuove imprese, il 67,9 per cento delle nuove iscritte lombarde.

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